Ferrarini, contro la crisi c’è la carta del concordato
La procedura permetterebbe all’azienda di allentare la presa dei creditori. Il deposito è questione di ore: poi il via al risanamento con ricerca di un partner
REGGIO EMILIA Ci hanno lavorato a lungo ma ora sembra essere questione di ore. Il gruppo Ferrarini, infatti, ha pronta la richiesta per accedere al concordato con “riserva”. Procedura sulla quale si stava lavorando e che sembra ora pronta per il deposito in tribunale, grazie alla quale l’azienda dei prosciutti potrebbe rifiatare allentando la presa dei creditori. Alla soluzione sul fronte finanziario serve però aggiungere quella industriale, con la ricerca di un partner, e quella sindacale, vista la tensione anche sul fronte lavorativo.
PRESA DI BENEFICIO Il concordato “in bianco” permette il blocco delle eventuali azioni esecutive per un massimo di tre mesi. Periodo entro il quale l’azienda che fa richiesta deve presentare bilanci e una proposta concordataria. In pratica, sceglie in autonomia - ma sempre sotto la supervisione di un giudice delegato e di un professionista incaricato come commissario giudiziale - la strada per risanare i conti tramite l’accordo con i creditori attraverso un concordato in continuità o una meno pesante ristrutturazione del debito. Procedure alle quali Reggio Emilia ha attinto a piene mani in questi anni, durante le crisi dei colossi della cooperazione come Coopsette e Unieco che hanno presentato diverse procedure che hanno generato un’esperienza importante in tribunale.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.17035800:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2018/07/06/news/ferrarini-un-caldo-dossier-tra-appetiti-e-retromarce-1.17035800]]
ORE CRUCIALI Nel quartier generale di Rivaltella non si è parlato d’altro che del concordato in queste ore. I vertici avrebbero informato alcuni dipendenti degli uffici sulla procedura concorsuale. La fase è cruciale infatti per il rilancio. Stiamo parlando del ramo dei salumi prodotti dalla Ferrarini spa tramite anche il marchio Vismara. Una realtà da 300 milioni di fatturato con circa 250 milioni di debiti per allentare i quale la famiglia Ferrarini sta vagliando diverse strategie che presentano però dei vincoli. Non mancano comunque i pretendenti alla finestra decisi a prendersi l’azienda leader dell’agroalimentare italiano.
L’INNESTO MANCANTE Lisa Ferrarini, amministratore delegato e vice presidente di Confindustria nazionale, ha già confermato ai sindacati che la crisi dell’azienda di famiglia è di carattere finanziario. Ma la ricerca di un partner riguarderebbe comunque il fronte industriale. Un innesto non semplice, che permetta ai Ferrarini di restare al comando del gruppo che contempla anche l’azienda agricola dentro la quale c’è la produzione pregiata di Parmigiano Reggiano e aceto balsamico, che non sarebbero però sul tavolo.
L’ASSEMBLEA Forte l’attesa anche per l’assemblea al cinema teatro di Rivalta, fissata per domani pomeriggio alle 18. Un appuntamento sindacale deciso dai sindacati reggiani per avere un primo vero confronto con le maestranze solitamente distanti dalle rappresentanze. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
