Il direttore Deserti «Il nostro comparto è visto con invidia»
CASINA. Smorza i toni della polemica il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, anche lui alla presentazione della Fiera di Casina.«Credo in parte si possa parlare di fake...
CASINA. Smorza i toni della polemica il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, anche lui alla presentazione della Fiera di Casina.
«Credo in parte si possa parlare di fake news, ho lotte il documento dell’Onu e non giustificava quei titoli: non ha parlato di Parmigiano Reggiano», dichiara a proposito del dibattito degli ultimi giorni dove la guerra dichiarata dall’Onu, e dall’Organizzazione mondiale della Sanità, a diabete, a cancro e malattie cardiovascolari propone di bollinare i prodotti della dieta mediterranea a rischio.
«Però – dichiara anche – è comunque un avvertimento. Il rischio che ci possa essere la strumentalizzazione delle raccomandazioni dell’Onu è sempre dietro l’angolo. Perché questo prodotto che dà reddito e tiene vivo questo nostro comprensorio viene visto con invidia da tanti produttori di latte e formaggi in Europa e nel mondo. Quello che dobbiamo fare è alzare il livello di anticorpi con strumenti legali e di educazione e informazioni, che consenta ai consumatori di saper riconoscere il prodotto vero e di non avere informazioni sbagliate da etichette».
Deserti parla di educazione alimentare: «È il primo strumento di tutela. Il consumatore deve conoscere caratteristiche nutrizionali e anche sapere riconoscere al palato il prodotto di qualità».
E allora si ragiona di quanto Parmigiano Reggiano si possa mangiare al giorno. «Quando parliamo di dosi di grattugiato su un piatto di pasta e di alcune altre scaglie mangiate nel corso della giornata, arriviamo a quei 50/60 grammi che sia per grassi e sale – assicura – sono perfettamente in equilibrio nell’ambito di quella che deve essere la dieta giornaliera». —
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