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In Comune 400 dipendenti dovranno timbrare il cartellino

In Comune 400 dipendenti dovranno timbrare il cartellino

Si tratta dei lavoratori delle 30 sedi dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia Tutela anche per chi denuncia ai capi i colleghi che commettono illeciti

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REGGIO EMILIA. Giro di vite sulla «rilevazione delle presenze» all’Istituzione Nidi e Scuole d’infanzia del comune di Reggio Emilia dove, entro giugno dell’anno prossimo, sarà installato un sistema automatizzato con badge identificativi per il personale.

CONTROLLO CAPILLARE. È una delle misure previste negli aggiornamenti di luglio del piano anticorruzione dell’ente di Piazza Prampolini, approvato a inizio anno.

Il nuovo sistema riguarderà circa 400 dipendenti e 30 sedi da raggiungere con «tecnologia adeguata». In una recente delibera della giunta comunale è prevista inoltre la sottoscrizione di «un’intesa sindacale su come gestire orari di lavoro e straordinari» e la «programmazione delle eventuali risorse necessarie per assecondare questa nuova impostazione».

COMMESSE . Non è tutto: per agevolare l'accesso delle piccole e medie imprese locali alle commesse comunali, nel piano anticorruzione valido fino al 2020 sono inoltre introdotte - su richiesta di alcune associazioni di categoria - alcuni «alleggerimenti» delle prescrizioni rotative per l’affidamento degli appalti sotto soglia.

SEGNALAZIONI TRA COLLEGHI . Non solo: ad ottobre è previsto un aggiornamento «del codice integrativo di comportamento dei dipendenti dell'ente» e entro novembre, la realizzazione di un sistema informativo per la gestione dell’istituto del «whistlebowling». Si tratta delle misure per tutelare i dipendenti pubblici che segnalano illeciti, varate dall'autorità anticorruzione nel 2015, che il comune di Reggio Emilia (una volta realizzato il sistema, ndr) si impegna anche a rendicontare in una relazione entro il 15 dicembre.

L’EFFEtTO DI AEMILIA. L’inchiesta Aemilia ha avuto un effetto sulla valutazione del contesto esterno all’amministrazione comunale, inserita poi nel «piano per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità» valido fino al 2020. È stata effettuata infatti l’analisi di tale contesto utilizzando l’estratto della Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata trasmessa dal ministero dell’Interno alla Camera dei deputati in data 4 gennaio 2017 (anno 2015).

Inoltre già l’aggiornamento del piano 2016-18 dedicava alla ricostruzione del contesto esterno un’attenzione del tutto nuova, dal momento che proprio a fine gennaio 2015 magistratura e forze dell’ordine avevano portato a termine l’inchiesta Aemilia, che ha riguardato oltre duecento soggetti accusati di appartenere alla ’ndrangheta e per la quale è ancora in corso il processo.

IL NODO DELLE ROTAZIONI . Restano valide, ai fini della prevenzione dei fenomeni legati alla corruzione, le operazioni di rotazione del personale dirigenziale e del personale con funzioni di responsabilità (titolari di posizione organizzativa e responsabili di procedimento) operante nelle aree a più elevato rischio di corruzione. «Tale rotazione rappresenta una misura d ’importanza cruciale tra gli strumenti di prevenzione della corruzione», viene riportato nel piano. —

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