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Reggio Emilia, soccorsi del 118 solo con gli infermieri: dubbi della politica, il sì dei sindacati

Ambra Prati
Reggio Emilia, soccorsi del 118 solo con gli infermieri: dubbi della politica, il sì dei sindacati

L’Ausl annuncia una riorganizzazione del sistema dell’emergenza, la sperimentazione di Correggio potrebbe allargarsi

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REGGIO EMILIA. Aire (auto infermieristica) e automedica: è prevista per giovedì prossimo, in una commissione consiliare convocata a Correggio, la presenza del direttore generale dell’Ausl Fausto Nicolini, che farà chiarezza sull’introduzione – nelle sole ore notturne – del mezzo di soccorso attualmente in partenza dall’ospedale San Sebastiano di Correggio con a bordo infermieri anziché medici.

«Un mezzo aggiuntivo di soccorso intermedio», aveva dichiarato l’Ausl, annunciando come prioritaria «una riorganizzazione del sistema dell’emergenza territoriale».

Una «fase sperimentale» già avviata a Castelnovo Monti, dove l’Aire è attiva da due mesi, e che pare destinata ad allagarsi. Il distretto di Correggio, dove il progetto pilota è partito il 18 giugno, potrebbe fare da apripista per altre aree della provincia. Da noi interpellato, il direttore generale ha rinviato le spiegazioni all’assemblea pubblica.

Sulla novità, e sulle conseguenze pratiche per la popolazione, le perplessità sono state espresse da più parti, dalle minoranze politiche all’Usb. Ieri è intervenuta sul tema Rifondazione Comunista di Correggio: «Essere esperti di massaggio cardiaco o di respirazione assistita o saper riconoscere un pericolo di vita sono cose differenti. Lavori differenti. Un medico che manca si cerca, non si sostituisce con un infermiere, seppur preparato. Se muore qualcuno, di chi sarà la responsabilità? Siamo tutti in pericolo».

Più prudenti i sindacati. Del resto la Cgil Medici si è detta soddisfatta del cambio di rotta, sottolineando che i mezzi notturni salgono da 6 a 10. Cgil (Funzione Pubblica), Cisl e Uil il 6 luglio hanno avuto un incontro con i vertici dell’Ausl.

«Il personale aveva segnalato dubbi sull’accelerazione del piano – ha spiegato Elena Strozzi, della Fp Cgil Sanità –. Le risposte dell’azienda sono state soddisfacenti e, nella fase di avvio, il personale inviato da Reggio ha contribuito in maniera determinante. Non ci risultano criticità».

Sul piano complessivo e sul «nuovo modello organizzativo» dell’emergenza urgenza la Cgil ha ammesso: «Non lo abbiamo mai visto. Il direttore lo presenterà in Conferenza territoriale socio-sanitaria. Solo allora potremo esprimerci».

Il punto è proprio il piano complessivo e la replicabilità del modello in altri distretti territoriali. Secondo Gianluca Nicolini, capogruppo di Centrodestra per Correggio, la scelta è dettata «dal deficit di dottori in fascia notturna.

Ora, dopo l’ambulanza, l’Aire parte dall’ospedale San Sebastiano e solo in casi gravissimi viene seguita dall’automedica; ma a regime l’Aire dovrebbe avere base a Novellara. Ho rilevato timori sul fatto che da Novellara si dovrà coprire un territorio vastissimo (tutta la Bassa) e sul mancato coinvolgimento dei cittadini. Quando entrerà a regime il piano? Sarà un modello replicato altrove?». —


 

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