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l’identikit 

È in Italia da due anni come richiedente asilo

reggio emilia. Alto oltre un metro e ottanta, fisico snello e atletico, occhi verdi, camminata lunga e veloce. E, soprattutto, una vistosa cicatrice sulla fronte. Myroslav Prayzner, l’ucraino 25enne...

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reggio emilia. Alto oltre un metro e ottanta, fisico snello e atletico, occhi verdi, camminata lunga e veloce. E, soprattutto, una vistosa cicatrice sulla fronte. Myroslav Prayzner, l’ucraino 25enne accusato dello stupro della giovane reggiana, è una figura difficile da dimenticare.

Tanto che, oltre alla preziosa descrizione fornita dalla vittima, agli atti degli inquirenti vi è anche la testimonianza di due passanti che, la notte della violenza, hanno visto il ragazzo dalla maglietta rossa andar via velocemente dal luogo dell’aggressione. Ma grazie alle indagini svolte dalla questura reggiana la polizia è stata in grado di ricostruire anche la storia di Prayzner. Arrivato in Italia nel 2016, il 25enne ha subito fatto richiesta per ottenere lo status di rifugiato a Reggio Emilia. Da allora, in attesa che la commissione preposta esaminasse la sua domanda, ha sempre ottenuto un permesso temporaneo come richiedente asilo, rinnovato di volta in volta ogni sei mesi. Permesso che ha tutt’ora.

Nella storia del 25enne incensurato, secondo quanto scoperto dalla polizia, subentrano i problemi di alcol che portano il ragazzo a condurre una vita da “quasi senzatetto”: in parte dormiva da amici e parenti, in parte in rifugi come quello incriminato. Alcolismo che causa all’ucraino problemi anche sul posto di lavoro. Attualmente infatti lavorava a chiamata in una ditta di imballaggi vicino al campo da baseball, dopo che il suo contratto era stato interrotto a inizio anno proprio per il suo vizio. —

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