Il nascondiglio del violentatore vicino al luogo dell’aggressione
Si trovava a meno di 300 metri dal punto della violenza: un fazzoletto di verde tra via Petit Bon, via Pestalozzi e via Monte Cervino
reggio emilia. Un luogo in aperta campagna, nello spazio verde a “U” formato dall’incrocio tra via Petit Bon, via Monte Cervino e via Pestalozzi. È qui, nascosto dagli alberi e non visibile dalle abitazioni – anche se in linea d’aria non lontane – che si nascondeva il 25enne stupratore, sicuro di non essere notato.
Un nascondiglio scelto con cura, quello di Myroslav Prayzner, a meno di 300 metri dal luogo dell’aggressione, in via Petit Bon, di fronte alla cancellata posteriore dell’impianto sportivo.
Ieri la tenda usata dall’uomo come giaciglio improvvisato era stata rimossa: l’intero materiale è stato sequestrato e repertato dalla polizia, per essere passato al setaccio delle analisi di laboratorio della scientifica.
Nel quartiere nessuno poteva immaginare che in quel fazzoletto verde che corre dietro al campo da baseball – una zona non certo poco abitata, nel quartiere Pappagnocca al confine con Bazzarola – avesse trovato rifugio l’aggressore.
Via Pestalozzi, parallela a via Petit Bon, è conosciuta dai reggiani come “la via delle querce” perché presenta degli esemplari secolari ed è molto frequentata da chi intende fare jogging o una biciclettata sportiva; anche ieri in diversi transitavano in bici. Il classico itinerario in mezzo ai campi, ma vicino alla città: l’ideale per chi vuole fare attività fisica, ma anche per chi vuole passare inosservato. Le due strade parallele sono divise da un campo aperto, una fila di alberi, una porzione di verde e una seconda fila di alberi: impossibile essere visti. —
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