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«L’auto infermieristica va bene Al Santa Maria si usa da anni»

L.S.
«L’auto infermieristica va bene Al Santa Maria si usa da anni»

Polemica sui soccorsi, arriva il “sì” dei medici: «È il 118 a valutare la gravità» Il nuovo sistema verrà discusso oggi a Correggio alla presenza di Fausto Nicolini 

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REGGIO EMILIA. Anche i medici tranquillizzano i cittadini preoccupati per l’intervento dei soli infermieri nei casi meno gravi di soccorso richiesto tramite la chiamata al 118.

La polemica è divampata a Correggio, dove sta per essere avviato all’ospedale San Sebastiano il sistema che prevede l’impiego della sola Aire (ovvero l’auto infermieristica) nelle ore notturne al posto dell’automedica.

Oggi se ne discuterà nella commissione consiliare appositamente convocata in presenza di Fausto Nicolini, direttore generale dell’Ausl provinciale. In quella sede emergeranno le forti perplessità espresse dal sindacato di base Usb, da Rifondazione comunista e dalle altre minoranze politiche. In sostanza si accusa la direzione sanitaria di ovviare alla carenza di medici utilizzando gli infermieri anziché procedere a nuove assunzioni. Così, dicono, si esporrebbero i pazienti al rischio di non ricevere le cure appropriate in momenti in cui può essere in ballo la stessa sopravvivenza.

I medici, però, non condividono le preoccupazioni diffuse nell’opinione pubblica. «Questo sistema – obietta Aldo Sangermano, segretario provinciale dell’Anaao, associazione nazionale assistenti aiuti ospedalieri – è avviato da quattro o cinque anni a Reggio, all’arcispedale Santa Maria Nuova, e finora non ha creato alcun problema. Anzi, si è rivelata un’esperienza positiva. Quando viene fatta una chiamata al 118, spetta alla centrale operativa valutare la gravità della situazione. Nei casi meno gravi può essere disposto l’invio di un’autoambulanza con i soli volontari appositamente addestrati. Altrimenti interviene anche un infermiere professionale adeguatamente formato. L’automedica – continua Sangermano – è sempre pronta a partire quando se ne ravvisa la necessità, sia su disposizione della centrale operativa, sia su richiesta dei primi soccorritori. La carenza dei medici è un problema generale, che non riguarda solo l’emergenza-urgenza. Per ovviarvi – conclude il segretario provinciale dell’Anaao – abbiamo un tavolo aperto con la Regione, che è molto sensibile al problema». —

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