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Stupro, parla la mamma della ragazza: "Piangeva, era piena di sangue" / VIDEO

Ambra Prati
Stupro, parla la mamma della ragazza: "Piangeva, era piena di sangue" / VIDEO

Il racconto dei genitori della 24enne violentata da Myroslav Prayzner, ucraino richiedente asilo accusato di aver abusato e picchiato la loro unica figlia: "Ora certezza della pena"

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REGGIO EMILIA. «Siamo sollevati, fino ad un certo punto. Massimo rispetto per le forze dell’ordine. Ora però vogliamo giustizia, vogliamo certezza della pena: che il violentatore non sia scarcerato subito per cavilli legali». È stata questa la prima reazione dei genitori della 24enne, da due giorni in attesa per ore davanti all’Obi (il reparto di osservazione breve intensiva del Santa Maria Nuova), accanto all’unica figlia.

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I genitori hanno ricevuto una telefonata dalla questura ieri alle 11: «Lo abbiamo preso. Lo abbiamo trovato a Reggio». «Non hanno aggiunto molto di più, ci hanno solo comunicato che il caso è risolto – ha spiegato la mamma –. Ora bisogna vedere come proseguirà la vicenda. I poliziotti sono stati in gamba e umani, li ringrazio con tutto il cuore. Non ho altrettanta fiducia nella giustizia: il nostro timore è cosa accadrà ora, se quell’individuo resterà in carcere, se sarà davvero condannato».



Più tardi, nella stanza, la ragazza è seduta sul letto, con un vistoso cerotto sul naso. «Sì ho saputo dell’arresto e sono assolutamente soddisfatta. Non pensavo che la polizia fosse così veloce». Sull’accaduto la vittima ha poca voglia di parlare. «L’ho raccontato troppe volte. La psicologa dice che è un trauma che si ripete».

La mamma ha aggiunto un ringraziamento speciale agli amici della figlia. «Ieri sono venuti in tantissimi, c’è stato un via e vai continuo fino a sera. Gli amici sono riusciti a distrarla e a farla sorridere».

L’accaduto è stato un fulmine a ciel sereno per questa coppia di genitori, trovatisi davanti all’impensabile. «Mai avremmo immaginato che potesse essere aggredita vicino a casa. Quella passeggiata l’ha fatta mille volte, sia sola sia in compagnia, e sempre in orari sicuri, prima che cali il sole.

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Tra l’altro il percorso è molto frequentato dai reggiani: solo quella domenica non passava nessuno», ha spiegato la mamma. E ha rievocato quel drammatico giorno: la 24enne che esce di casa alle 20.20, dopo 20 minuti «uno scampanellìo insistente e anomalo», lei che sale in casa «con un labbro tumefatto, il sangue che colava dal naso, i cappelli scarmigliati, i graffi, la faccia violacea».

E quella frase in lacrime: «Mamma, papà, mi hanno stuprata». «Subito non ci credevo», ricorda la mamma. Quel che è seguito – l’arrivo della polizia e il primo racconto, l’ambulanza, gli accertamenti clinici e il ricovero – è per fortuna ormai passato.

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