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Conad di Taneto, nuova protesta dei clienti

M.G.
Conad di Taneto, nuova protesta dei clienti

«Scaffali semivuoti da alcuni mesi». Nasce un gruppo Facebook. Intanto viene sistemato il tetto da cui pioveva dentro

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GATTATICO. All’inizio la battaglia fu combattuta per poter andare a fare la spesa senza bacinelle sul pavimento, con l’impianto di riscaldamento funzionante, senza porte chiuse con scaffali per evitare gli spifferi invernali. Ora, in concomitanza con i lavori di sistemazione del tetto dell’edificio, si apre un’altra battaglia, e questa volta non corre solo grazie al passaparola tra i clienti, ma viene rilanciata da una apposita pagina Facebook dal nome eloquente: “Gruppo per la salvezza del Conad di Taneto”.

LA MERCE E IL CANTIERE. I clienti segnalano la “scomparsa” delle merci: «Da alcuni mesi gli scaffali sono semivuoti – dice una persona che abita in zona e che è solita fare la spesa al Conad di Taneto –. Questa situazione si protrae da tempo e la gente si lamenta; soprattutto gli anziani, per i quali non è semplice decidere di andare altrove a fare la spesa, perché non hanno la macchina oppure perché devono chiedere ai figli di farsi accompagnare a Sant’Ilario o altrove».

Nel frattempo, sono in corso i lavori per sistemare il tetto, dopo che l’inverno scorso era stato caratterizzato dalla pioggia che penetrava dal tetto e cadeva sulle merci e tra gli scaffali, con bacinelle a terra. Accanto all’edificio c’è un ponteggio; il bordo della copertura è transennato per consentire l’intervento in sicurezza. E nei giorni scorsi Ivano Ferrarini, direttore generale Conad Centro Nord, ha annunciato il rilancio del Conad di Taneto con l’inserimento di un PetStore.

qual e’ LA LOGICA?. «Dopo l’articolo della Gazzetta e l’intervento dell’Ausl – è l’opinione di un gruppetto di clienti del Conad di Taneto – i gestori si sono dovuti adeguare, anche se ci è stato detto che a pagare i lavori sarà la Curia, proprietaria dell’edificio. Ma resta il problema per chi va a fare la spesa, dal momento che non si trova mai tutto ciò che si vuole comprare. Ci chiediamo quali possano essere i vantaggi di questa situazione, per i gestori; quale sia la logica che sta dietro al fatto di lasciare gli scaffali mezzi vuoti; perché la sede centrale Conad, che dista pochi chilometri, consente che avvengano cose del genere. Forse non vogliono chiudere quel Conad per non lasciare spazio alla concorrenza. Ma i clienti calano. Se l’intenzione è quella di spingere i clienti verso il superstore Conad di Sant’Ilario, non pare una grande idea perché molti di noi vanno al discount di Praticello o alla Coop di Sant’Ilario. Di certo, assieme a noi non sono contenti i gestori delle sette attività presenti nel centro commerciale, oltre al Conad: un bar, una farmacia, un’erboristeria, un parrucchiere, un centro estetico, un negozio per animali e una scuola di danza». —

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