Gazzetta di Reggio

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GATTATICO 

In duemila si riuniscono a tavola a Casa Cervi per far rivivere la storica pastasciutta antifascista

Riccardo Versari
In duemila si riuniscono a tavola a Casa Cervi per far rivivere la storica pastasciutta antifascista

Anche dal North Carolina per commemorare l’iniziativa con cui il padre dei sette fratelli festeggiò l’arresto di Mussolini e la sua destituzione da capo del governo. Tanti i volontari impegnati in cucina e al servizio ai tavoli. Albertina Soliani: «Non sarà un Salvini a farci retrocedere, né a farci   demordere dal continuare a costruire un futuro forte e democratico». Carla Nespolo dell’Anpi ribadisce l'importanza dell'insegnamento della storia nelle scuole di ogni ordine e grado

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GATTATICO

Dal Nord Carolina (Stati Uniti) a Casa Cervi, dal nord al sud, dall’est all’ovest. Da oltre 20 anni una grande festa unisce tutta l’Italia e oltre (ieri sera hanno festeggiato anche in America), per ricordarci di non dimenticare.

Il 25 luglio 1943 Mussolini venne arrestato e quindi destituito da Capo del Governo, i mesi che seguirono furono probabilmente i peggiori per gli italiani ma per alcune ore si respirò soltanto aria di libertà, di gioia, di vita. E questa è esattamente la stessa aria che si respirava ieri sera tra i tavoli imbanditi, tra i volontari della cena, tra i banchetti dell’Anpi, di Emergency, di Libera e di Amnesty International. Sono oltre 130 le Pastasciutte Antifasciste che ieri sera si sono unite virtualmente nella “Rete delle Pastasciutte”, pronunciando il «più bel discorso sulla fine del fascismo: la pastasciutta in bollore», dalle parole di Papà Cervi.



Alle 19, girando tra i tavoli già per metà occupati, c’è voglia di festa e di riflessione, signori anziani ormai veterani di questa giornata e famiglie giovani con bimbi piccoli ai quali si vogliono trasmettere fin da subito i valori di libertà, di memoria e di stare bene insieme intorno ad un’ottima pastasciutta.

I volontari sono tutti impegnatissimi nel servire panini, gnocco fritto, salumi, vino e birra alle oltre 2000 persone che animano Casa Cervi. Man mano che passano i minuti il clima diventa sempre più frizzante e si capisce che si stanno tutti preparando a vivere anche quest’anno il momento più importante, il momento più atteso.



A brevissimo verrà dato il via alla distribuzione della Pastasciutta, sì, con la P maiuscola, perché non è una pastasciutta qualsiasi, è antifascista, non è solo mera nutrizione. È puro nutrimento, per il corpo e per la mente, per la nostra memoria che in questi giorni sembra aver perso qualche frammento di storia. Ma, come dice bene la presidentessa dell'Istituto Cervi, Albertina Soliani, «non sarà un Salvini a farci retrocedere né a farci demordere dal continuare a costruire un futuro forte e democratico», anzi, proprio in questo momento storico tanto difficile e ottuso la gente, il popolo, si stringe attorno alla Pastasciutta dei Fratelli Cervi con la memoria cosciente di ciò che è stato e con gli occhi sicuri e vigili rivolti al futuro.



Tra gli interventi anche quello della presidentessa nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo, che ribadisce l’importanza dell’insegnamento della storia nelle scuole di ogni ordine e grado. E, con grande rammarico, ricorda le pochissime ore che in realtà vengono dedicate alla nostra memoria: «E poi ci si chiede come mai ritornino certi rigurgiti». Dunque, speriamo in altre cento, mille Pastasciutte Antifasciste che ci aiutino a stare bene insieme e a ricordarci di quei giorni bui e di come si fa invece a costruire convivenza pacifica e solidale attorno ad un bel piatto di Pasta. Sì, con la P maiuscola. —





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