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Stupro, l’uomo arrestato rompe il silenzio «Non ricordo, quella sera ero ubriaco»

Enrico Lorenzo Tidona
Stupro, l’uomo arrestato rompe il silenzio «Non ricordo, quella sera ero ubriaco»

Myroslav Prayzner interrogato dal gip alla Pulce. La procura chiede il carcere: il giudice deve decidere nelle prossime ore

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«Non mi ricordo nulla di quella sera, avevo bevuto ed ero ubriaco». Dopo un giorno di silenzio assoluto Myroslav Prayzner ha deciso di parlare. Una frase scarna, nessuna scusa né ammissione diretta: solo un «non ricordo» pronunciato ieri davanti al gip Giovanni Ghini che lo ha raggiunto in carcere per l’interrogatorio di garanzia dopo il fermo scattato martedì mattina per lo stupro di una ragazza di 24 anni, violentata mentre era a passeggio nella prima periferia di Reggio, in via Petit Bon.



L’unica certezza, per ora, è che Prayzner resterà in carcere in attesa della decisione del gip, che si è riservato in merito. Il 25enne è stato incalzato dal giudice, che gli ha chiesto cosa sia successo la sera di domenica scorsa, alle 21, quando è avvenuta l’efferata violenza carnale nei confronti della giovane, nella strada che cinge lo stadio di baseball. È stata presa alle spalle, picchiata, stuprata e infine lasciata tra sangue e lacrime. Per lei un ricordo indelebile, ricostruito con coraggio dalla vittima e che ha portato all’individuazione dell’uomo ora in carcere. Il richiedente asilo ucraino, difeso d’ufficio dell’avvocato reggiano Francesca Corsi, ha risposto con l’ausilio di un traduttore, perché ha affermato di non parlare bene l’italiano. L’interrogatorio è quindi durato a lungo ma la sostanza è stata poca. Poche parole al giudice, poi l’uomo è tornato a chiudersi nel silenzio.



La Procura, per bocca del sostituto Giulia Stignani, titolare dell’indagine, al termine dello scarno interrogatorio ha chiesto la misura in carcere. La difesa, invece, non ha avanzato richieste, essendo Prayzner attualmente senza fissa dimora e senza parenti prossimi. Il giudice per l’indagine preliminare si è riservato in merito, rimandando la decisione alle prossime ore.



Il giudice ha a sua disposizione le informative riassunte ieri dalla pm e riferite alla prima fase delle indagini, che stanno proseguendo per aggiungere dettagli e comporre il quadro probatorio. Per la polizia, che ha effettuato il fermo, il cerchio su Myroslav Prayzner si è chiuso in poco tempo grazie soprattutto all’aiuto e al coraggio della vittima. Il primo indizio che collega l’indagato allo stupro è la maglietta rossa indossata dall’aggressore e ritrovata nel giaciglio di fortuna da lui utilizzato a pochi metri dal luogo della violenza. Maglia vistadalla vittima, che aveva impresso nella sua mente anche una cicatrice sulla faccia dell’aggressore, che corrisponderebbe con quella di Prayzner. Poi il logo di un’altra maglia trovata nel giaciglio dell’uomo ha condotto la polizia a un’azienda di imballaggi. Da lì è scattata la cattura, avvenuta martedì mattina alle 7, quando si è recato sul posto di lavoro, dove è stato intercettato e ammanettato dagli agenti della Squadra mobile di Reggio. —



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