Gazzetta di Reggio

Reggio

oggi alle 20.30 

Una camminata in solidarietà alla vittima dell’aggressione

Le associazioni “Nondasola” e “Non una di meno” manifesteranno  con una passeggiata simbolica in corteo su via Petit Bon

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reggio emilia. Decine di donne e uomini, armati solo di passione e voglia di uguaglianza, nel luogo dove la ferita è ancora aperta: via Petit Bon, la strada dietro al campo da baseball dove domenica è stata aggredita e stuprata la 24enne reggiana.

Una manifestazione di solidarietà indetta questa sera alle 20.30 dall’associazione “Nondasola”, presidio cittadino contro la violenza alle donne, alla quale si è aggiunta anche l’adesione di “Non Una Di Meno” Reggio Emilia. «Usciamo dalla Casa per andare nelle strade e precisamente per segnare con la solidarietà femminile il luogo dove è avvenuta la violenza sessuale sulla giovane donna – spiegano le volontarie di Nondasola – noi che continuiamo a lottare contro la cultura machista che non ha nazionalità, né colore, vogliamo ribadire con forza che il corpo delle donne non è a disposizione di chiunque e che ogni atto sessuale si fonda sempre e solo sul reciproco consenso». E non è un caso se l’associazione in questi anni ha continuato a promuovere una prevenzione che coinvolge ragazze e ragazzi in percorsi di riflessione, per rintracciare insieme «le radici della cultura dello stupro che si oppone alla cultura della vita. Perché io? Perché proprio a me? Per nessuna ragione particolare, come ricorda il titolo di una nostra recente pubblicazione».

Essere donne, prosegue l’associazione nel motivare le ragioni della passeggiata di oggi, «espone a una violenza che è reato. Ci vuole immaginazione per il cambiamento della relazione tra i sessi, ci vuole immaginazione politica per una nuova polis. Riuscire a immaginare una città diversa e un diverso modo di abitarne gli spazi privati e pubblici. Per questo invitiamo tutti, donne e uomini di questa città, alla passeggiata silenziosa oggi alle 20.30, partendo da via Petit Bon».

Concetti, quelli di “Nondasola”, che hanno trovato l’approvazione anche delle volontarie reggiane di “Non una di meno”: «Sono per noi parole estremamente significative perché, in questi giorni di assordanti strumentalizzazioni razziste, vengono scritte da chi quotidianamente e da vent’anni fa pensiero politico a partire dall’esperienza delle sopravvissute alla violenza di genere. E per questo sa bene che questa violenza non ha nazionalità». —

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