Vigile accusato ingiustamente vince dopo 11 anni di calvario
Assolto Azeglio Baccini. L’imprenditore che lo querelò per percosse segnalato dal giudice per calunnia
Processato «perché ho fatto fino in fondo il mio dovere di vigile urbano». Anche per questo aveva rifiutato la prescrizione, perché voleva provare fino in fondo la sua innocenza. Voleva che il giudice entrasse nel merito delle accuse che gli erano state mosse da Gionni Zambonini, imprenditore della montagna che sosteneva di essere stato aggredito e insultato a Ligonchio da quel vigile urbano, Azeglio Baccini, nel gennaio 2007.
Baccini ha sempre sostenuto la sua innocenza, parlando di una ritorsione di Zambonini, che proprio il vigile aveva segnalato nel 2006 alla Provincia e all’allora sindaco di Ligonchio, Ilio Franchi - come sua prerogativa - per la carenza dei requisiti oggettivi della ditta Zambonini Gionni, titolare di due appalti pubblici con la Provincia e di due con l’ Unione dei Comuni. La successiva verifica della documentazione agli atti del Comune di Ligonchio accertò l’ inesistenza di qualsiasi documento richiesto o presentato dalla ditta. Da lì parte la disputa: una storia di paese a sfondo violento, con l’aggressione di Baccini da parte degli Zambinini, che vengono condannati per questo nel 2013, con tanto di risarcimento del danno. Restava però pendente la contro querela, che porterà al processo record.
Ora il vigile, dopo un calvario giudiziario lungo ben 11 anni, è stato prosciolto perché, scrive il giudice Domenico Rosati, «i fatti contestati appaiono privi di qualsiasi riscontro probatorio». Baccini, visto il dilungarsi del processo e l’assenza ingiustificata della presunta parte lesa, aveva già chiesto e ottenuto tramite il suo legale, Domenico Noris Bucchi, l’accompagnamento coattivo di Zambonini. Fatto piuttosto raro quando si tratta della parte offesa. Una condotta processuale alla quale il giudice di pace del tribunale di Reggio Emilia ha posto ora fine con la sentenza di assoluzione dall’accusa di diffamazione e percosse nei confronti del vigile, che canta piena vittoria.
Non solo: il giudice ha disposto la trasmissione degli atti alla procura in ordine al reato di calunnia nei confronti di Zambonini, che da parte lesa potrebbe passare a quella di indagato. «Nei vari processi che si sono susseguiti il giudice mi aveva sempre dato ragione - spiega ora Baccini, sollevato dall’esito della vicenda - quest’ultimo era rimasto in piedi ma adesso giustizia è fatta».
I controlli di Baccini sugli appalti hanno portato nel frattempo a delle conseguenze. Nel 2010 l’ Unione non invita più la ditta Zambonini Gionni e nel 2016 anche la Provincia, dopo 10 anni, con un comunicato stampa che cita nome e cognome, gli revoca gli appalti neve. «Un’ottima notizia che ha confortato le persone oneste con un messaggio di legalità» dice il vigile in servizio nella montagna reggiana: «Questa sentenza conferma che la mia innocenza ed è il riconoscimento della bontà del nostro lavoro da parte della giustizia». —
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