Il radar Marsis conferma l’ipotesi di forme di vita sul pianeta rosso
REGGIO EMILIA . Nella prima metà del secolo scorso era così diffusa la convinzione dell’esistenza di esseri intelligenti su Marte, che il termine marziano era sinonimo di extraterrestre. Gli...
REGGIO EMILIA . Nella prima metà del secolo scorso era così diffusa la convinzione dell’esistenza di esseri intelligenti su Marte, che il termine marziano era sinonimo di extraterrestre. Gli scienziati, procedendo con la dovuta cautela, si limitavano ad osservare le distese di ghiaccio ai poli e ad ipotizzare la presenza di acqua allo stato liquido e, quindi, di qualche forma di vita sul pianeta rosso. Una prima conferma, però, arriva soltanto adesso con la scoperta di un lago di acqua salata compiuta da 22 scienziati italiani guidati dal reggiano Roberto Orosei grazie al radar Marsis installato sulla sonda europea Mars Express che orbita dal 2003 intorno a Marte.
Il risultato di questa brillante e faticosa ricerca prepara il terreno alla missione europea Exo Mars, destinata ad esplorare nel 2020 il sottosuolo del pianeta con una trivella robotizzata costruita in Italia.
Marsis è l’acronimo di Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding). Lo strumento, di concezione assolutamente innovativa, fu ideato e proposto da Giovanni Picardi dell'università La Sapienza di Roma. La sua realizzazione fu gestita dall’Agenzia spaziale italiana e affidata alla Thales Alenia Space – Italia.
Il lancio avvenne il 2 giugno 2003. Marsis è un radar sounder, ovvero un radar che opera a frequenze tra 1.5 e 5 MHz in grado di penetrare nel terreno marziano fino a 4 o 5 km di profondità, a seconda delle caratteristiche geofisiche degli strati profondi, ma anche di misurare con accuratezza lo stato e le variazioni della ionosfera marziana.
Allo studio, guidato da Roberto Orosei dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), hanno partecipato scienziati e scienziate appartenenti all’Inaf e ad altri centri di ricerca e università italiane: l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Università degli studi Roma Tre, l’Università D’Annunzio Chieti-Pescara, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e Sapienza Università di Roma. La scoperta è stata illustrata a Roma in una conferenza stampa da Orosei e dai suoi due principali collaboratori, Enrico Flamini dell'Agenzia spaziale italiana e Elena Pettinelli di Roma Tre. —
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