Burani: «Era inopportuno diffondere le informazioni»
Il presidente dell’ente sull’indagine relativa ai due agenti della polizia municipale «Dai carabinieri abbiamo saputo dell’inchiesta in corso solamente a marzo»
CAVRIAGO. Il Consiglio dell’Unione Val d’Enza si è riunito ieri per discutere vari argomenti, ma quello “caldo”, dibattuto in modo animato in una sala consiliare deserta, era quello relativo all’indagine sui due agenti della polizia municipale, Tito Fabbiani, vicecomandante, e Annalisa Pallai, sua compagna nella vita, oltre che collega nella Municipale.
LA STAMPA. Il sindaco Paolo Burani, attuale presidente dell’Unione, ha aperto la seduta dichiarando che «in relazione a quanto emerso dagli organi di stampa nei giorni scorsi relativamente ai dipendenti Tito Fabbiani e Annalisa Pallai», ritiene «utile e doveroso, a nome dei sindaci della Val d’Enza, comunicare a tutti i consiglieri dell’Unione alcune informazioni utili a delineare l’azione dell’ente su questa grave vicenda. Le notizie relative alle imputazioni a carico dei due dipendenti (Fabbiani e Pallai) sono state apprese direttamente dalla stampa e ad oggi (nonostante specifiche richieste formali) non è pervenuta all’Unione alcuna comunicazione da parte della Procura o dei carabinieri».
Secondo Burani. l’ente pubblico è «venuto a conoscenza in modo certo di indagini dal mese di marzo 2018 a seguito di sopralluoghi dei carabinieri e richieste di materiali e dati. Solo alla fine di novembre 2017 era prevenuta a noi sindaci (e anche alla Procura) una lettera anonima, e ci siamo confrontati con la comandante Caggiati su cio che veniva affermato in merito alle modalità e ai comportamenti del vicecomandante Fabbiani e su altre informazioni riportati sulla lettera. Tutta l’organizzazione ha supportato le indagini fornendo dati relativi alla gestione del personale, organizzazione dei servizi, fornendo coppie e atti, fascicoli e tabulati sulle presenze, atti amministrativi e tanto altro per essere utile a fare luce in generale sull’organizzazione del Servizio e sul comportamento dei dipendenti in questione».
L’INOPPORTUNITà. «Tuttavia – ha precisato Burani – non era giunta alcuna comunicazione in merito ad una ipotesi di reato a monte delle indagini stesse. Perciò, diffondere in quella fase informazioni non era possibile, ed era inopportuno e controproducente per l’esito delle indagine stesse. Tutti e due i dipendenti sono sospesi in attesa degli sviluppi».
La discussione dell’argomento è durata parecchio, anche perché Burani è stato interrotto svariate volte da parte degli esponenti dell’opposizione, che hanno chiesto chiarimenti in merito alla mancata vigilanza sugli episodi che sarebbero avvenuti all’interno del Corpo della polizia municipale. Più tardi sono stati affrontati gli altri argomenti all’ordine del giorno. —
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