Fuori strada con la Maserati, due morti
Sono il 60enne Gianni Scaltriti, residente a Rubiera con la compagna e un figlio di pochi mesi, e l’amico Fiorello Dugoni
RUBIERA
Due uomini, Gianni Scaltriti, 60enne di Rubiera, e l’amico Fiorello Dugoni, 70enne di Nonantola (Modena), sono morti in seguito all’incidente stradale avvenuto intorno alle 20.30 di giovedì in via dell’Aeroporto, alle porte di Marzaglia (Modena). Scaltriti era alla guida di una potente Maserati, presa all’insaputa del proprietario, un imprenditore locale per il quale il 60enne lavorava come autista, dal capannone dove era alloggiata, per fare un giro con l’amico di lunga data.
Un giro in campagna, per fare due chiacchiere a bordo di una Maserati, tremila di cilindrata, ma che per i due amici, entrambi appassionati di meccanica, è finito per essere l’appuntamento con la morte.
L’auto, per cause ora al vaglio della polizia municipale locale, è uscita di strada all’altezza di una semicurva insidiosa, mentre procedeva verso Baggiovara. Sull’asfalto non c’è alcun segno di frenata. Ormai fuori controllo e a folle velocità, ha poi centrato il rinforzo in cemento armato del fosso, che per il forte urto è stato come sradicato ed è finito in mezzo all’incrocio. Il manufatto ha fatto da trampolino all’auto, che è volata così oltre l’incrocio per poi girarsi, con il muso distrutto rivolto verso Marzaglia.
Scaltriti, conosciuto come “Il Coco”, è stato liberato dalle lamiere dai vigili del fuoco, ma è morto durante il tragitto verso l’ospedale. Il corpo senza vita di Dugoni, invece, è stato trovato parecchie ore dopo lo schianto, riverso in mezzo alla vegetazione, a una ventina di metri di distanza dal punto d’impatto. Nello schianto è stato sbalzato fuori dall’auto, ma nessuno nell’immediatezza ha capito fosse presente un passeggero. Lo si è scoperto parecchio tempo dopo. Ora la sua compagna, Angela, non si dà pace: «Il mio Fiorello poteva essere salvato?».
Scaltriti aveva la passione dei motori. Chi lo conosceva bene lo etichettava come un meccanico “free lance”, nel senso che aveva messo a punto abilità e perizia meccaniche grazie alle esperienze acquisite sul campo, collaborando in varie officine. Aveva avuto, per un breve periodo anche una sua attività. Con Dugoni, spesso, aveva lavorato assieme.
Da un po’ di tempo Gianni viveva a Rubiera dalla sua compagna, da cui ha avuto un bambino, ora di 7 mesi. La sua passione per i motori e per le auto d’epoca lo aveva messo in contatto con l’imprenditore Walter Bergamini, che ha una collezione di auto d’epoca custodita in un capannone a Marzaglia.
Come riferiscono gli amici, Gianni faceva qui qualche lavoretto, forse qualche riparazione o manutenzione. Ma non aveva alcuna mansione specifica. —
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