La procura indaga per violenza sessuale
Dopo la denuncia di giovedì all’alba il pm ha aperto il fascicolo: al vaglio i testimoni. Si cerca anche l’ex fidanzato ghanese
È rimasta anche ieri in ospedale, sotto osservazione da parte dei medici, la donna che due notti fa alle 3 del mattino ha denunciato una violenza sessuale dentro all’area delle ex Officine Reggiane. Un nuovo caso approdato in procura dopo quello di via Petit Bon, e per il quale il sostituto procuratore Stefania Pigozzi ha aperto il relativo fascicolo per violenza sessuale. Una vicenda complessa sulla quale resta il massimo riserbo, in attesa di apprendere maggiori particolari, in primis dalla donna, che potrebbe aiutare a svelare la dinamica e l’autore dell’aggressione che sarebbe degenerata poi in una violenza carnale. Quando è stata trovata, infatti, era sotto shock e ha parlato a stento, con ferite al corpo segno di una terribile aggressione fisica.
Nel fascicolo depositato in procura verranno inserite le prime informazioni in attesa di raccogliere tutti i rilievi effettuati dagli agenti della questura che sono giunti alle Reggiane. Sono da vagliare prima di tutte le testimonianze - e la loro attendibilità - di alcune persone che vivono nell’ex area industriale dove trovano ricovero migranti e senzatetto. Hanno sentito infatti le urla seguite all’aggressione fisica, sulla quale ci sono pochi dubbi. La donna è stata picchiata, riportando segni evidenti sul corpo della violenta aggressione.
La prudenza da parte della Questura è necessaria viste poi le condizioni di salute della donna, una quarantenne dell’est Europa, che ha raccontato di essersi recata nell’area abbandonata in piena notte per fare visita all’ex fidanzato ghanese.
L’uomo sarebbe un senzatetto che dorme in uno dei capannoni abbandonati alle porte della città di Reggio.
Seguita da personale specializzato della questura, la donna potrebbe offrire nuovi e ulteriori dettagli per cercare di tracciare un identikit dell’aggressore. La Squadra mobile è alla ricerca anche dell’ex fidanzato, attualmente scomparso, dileguatosi con l’arrivo delle forze dell’ordine. Trovare riscontri di quella notte è necessario per poter stringere il cerchio sull’autore dell’aggressione. Non si tratta infatti di un caso isolato: nell’area sono state diverse le risse e regolamenti di conti. In questo caso, però, la vicenda è di tutt’altro segno, e coinvolge una donna che fatica ancora a raccontare l’accaduto.
La donna ha subito riferito di essere stata vittima di un’aggressione a sfondo sessuale. Accompagnata in ospedale dagli agenti, le è stato applicato il protocollo medico previsto nei casi di stupro. L’ipotesi prevalente resta la violenza sessuale ma è necessario che la vittima abbia il tempo di riprendersi per inquadrare con certezza il contesto.
Il ghanese, con il quale la 40enne aveva intrecciato in passato una relazione, aveva trovato rifugio in uno stabile con mattoni a vista, dietro al vialone principale. Un palazzone a due piani alle Reggiane dove si è concentrata l’attenzione degli investigatori della questura. —
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