Mancano i protagonisti della trattativa Tecno Al Mise un nuovo rinvio
Mercoledì 31 luglio un tavolo ristretto senza i sindacati La Fiom: «Siamo preoccupati per la dilazione dei tempi»
GUALTIERI. Fumata nera, ieri mattina al ministero dello Sviluppo economico, dove si è riunito il secondo tavolo di crisi convocato per favorire e velocizzare i negoziati della trattativa per il passaggio totale della proprietà della Tecno di Gualtieri e salvaguardare i 300 posti di lavoro, fondamentali per l’economia reggiana e in particolare per la Bassa.
Per martedì 31 luglio è stato convocato un tavolo ristretto, sempre al Mise di Roma, senza i sindacati. Delusione è stata espressa dal sindaco di Gualtieri, Renzo Bergamini, per l'assenza del titolare dell’impresa, che vuole cedere quote dell'azienda, e per la sola presenza del legale di chi dovrebbe acquistare, il quale ha nuovamente preso tempo perché non aveva ricevuto, da parte dell'acquirente, alcuna indicazione su come procedere.
LA DELUSIONE. Delusione è stata espressa anche da Davide Zanichelli, parlamentare reggiano del Movimento 5 Stelle: «Anche questa volta ho partecipato personalmente come uditore al tavolo e, nonostante gli impegni di Commissione, non ho assolutamente voluto mancare a un appuntamento così importante per le sorti dell’azienda».
Alla riunione erano presenti, tra gli altri, il rappresentante e legale dell’imprenditore Abdoirahim Hazini, l’avvocato Gary Louis Pietrantonio rappresentante della Snw, e l’ad della Tecno, Antonio Di Tommaso, in rappresentanza dell'azienda dell’imprenditore Younes Zareipour (ieri assente all’incontro), oltre alle istituzioni, ai rappresentati dei sindacati, al segretario generale e al responsabile dell’unità gestione vertenze delle imprese in crisi del Mise, Giampietro Castano, che ha seguito personalmente anche le passate crisi della Tecno.
«L’incontro di oggi (ieri per chi legge, ndr) è un altro passo per definire un possibile quadro lavorando per una soluzione – spiega Zanichelli –. A strettissimo giro verrà riconvocato un nuovo tavolo più informale con tutti gli attori e i rappresentanti della proprietà con l'obiettivo di giungere a un'intesa».
LA FIOM CGIL. Il segretario provinciale della Fiom Cgil, Sergio Guaitolini, commenta l’esito dell’incontro al Mise, al quale erano presenti anche le organizzazioni sindacali della Fiom Cgil e Fim Cisl, oltre ai delegati delle Rsu Tecno. «Siamo molto preoccupati per la dilazione dei tempi. In una situazione di totale blocco produttivo, riteniamo grave l'assenza oggi di uno dei soci. Occorre che la prossima settimana si sciolga il nodo della cessione delle quote per poter avviare una seria trattativa sul piano industriale, per la salvaguardia dell’occupazione e per la continuità dell' impresa».
«Vista l'assenza di uno dei due soci e l’impossibilità di uno sviluppo della situazione – ha aggiunto Guaitolini – abbiamo richiesto la riconvocazione del tavolo entro i primi giorni della prossima settimana».
Due giorni fa al ministero del Lavoro era stato firmato il verbale di accordo per la concessione di sei mesi di cassa integrazione straordinaria (Cigs) per crisi aziendale, a partire dal primo settembre 2018. Il secondo incontro, che si è svolto ieri per cercare una soluzione all'attuale crisi e verificare la possibilità di ingresso di un nuovo socio, non ha dato l’esito sperato. Giampiero Castano, responsabile dell'Unità gestione vertenze del Mise, ha chiesto un chiarimento sull'attuale rapporto tra i soci e sulla trattativa per la cessione e, recependo la richiesta, ha attivato l’ulteriore convocazione. —
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