Oggi la cerimonia per commemorare il brigadiere Iscaro ucciso 20 anni fa
Il generale Boscarato: fedeltà ed onore, serietà e senso del dovere, disponibilità verso il prossimo e spirito di servizio, cuore e determinazione
LUZZARA. Oggi alle 10, in via Soragna, si commemora il 20° anniversario della morte del brigadiere capo Pasquale Iscaro, medaglia d'oro al valor militare, ucciso il 28 luglio 1998 in un conflitto a fuoco con i rapinatori che assaltarono la filiale Bam. Alla cerimonia, oltre al figlio Angelo, al comandante provinciale dei carabinieri colonnello Antonino Buda, alle autorità civili e militari, all'Associazione nazionale carabinieri, sarà presente il comandante generale dell'Arma, generale di Corpo d'armata Giovanni Nistri che, con il sindaco Andrea Costa e il figlio di Iscaro, deporrà una corona ai piedi della lapide commemorativa.
In una lettera aperta, il generale di Corpo d'armata (in congedo) Sergio Boscarato ricorda così il sacrificio di Iscaro: «Sono passati 20 anni dal fatto cruento: un feroce conflitto a fuoco tra rapinatori e carabinieri, con conseguenze tragiche. Avevo conosciuto l’appuntato Iscaro per averlo avuto alle dipendenze qualche anno prima allorché comandavo la Legione di Parma che inquadrava nel suo territorio anche la provincia di Reggio Emilia. Fedeltà ed onore, serietà e senso del dovere, disponibilità verso il prossimo e spirito di servizio, cuore e determinazione: questi i parametri sui quali era impostata la sua giornata, queste ovunque le caratteristiche della vita del carabiniere. E per questo la gente guarda con fiducia all’Arma, alla quale si rivolge sempre, ma soprattutto quando ha bisogno di aiuto, sapendo di trovare in ogni circostanza “un fratello pronto a tendere la mano, all’occorrenza anche correndo seri rischi”. Ricordare è un sentimento nobile, degno di animi nobili, sentimento che fa “rivivere” la persona ricordata, la rende “presente” con l’impulso dei suoi sentimenti, con l’emozione dei suoi desideri, con la lacerazione delle sue sofferenze, con la proiezione dei suoi obiettivi. Ed il brigadiere Iscaro, rivedendo la sua gente, guardando le persone da Lui protette durante la rapina, soffrendo per il sangue versato, chiede la “certezza della pena” per i responsabili di siffatte malvagità. Lui la chiede e la pretende: a noi spetta il sacrosanto dovere di batterci perché questa Sua pretesa venga soddisfatta. Grazie, caro brigadiere Iscaro, faremo la nostra parte, non Ti dimenticheremo, come non potremo dimenticare il dolore degli orfani, dei bambini che non hanno visto tornare a casa il loro padre, come Te caduto in conflitto a fuoco, dolore per il quale hanno sofferto e soffriranno per tutta la vita». —
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