«Questa sentenza è oscura in ballo c’era la sorte di Aemilia»
la replicaREGGIO EMILIA. «Quella della Consulta è una sentenza oscura: non si capisce se ha allargato la possibilità degli avvocati di astenersi dalle udienze, a prescindere dalla volontà degli...
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REGGIO EMILIA. «Quella della Consulta è una sentenza oscura: non si capisce se ha allargato la possibilità degli avvocati di astenersi dalle udienze, a prescindere dalla volontà degli imputati, o se invece l'ha esclusa quando ci sono imputati detenuti». A criticare la pronunzia è l’avvocato ed ex parlamentare Gaetano Pecorella, che davanti alla Consulta ha sostenuto le ragioni dell'Unione delle Camere penali, di cui è stato presidente. «Questa seconda soluzione però non è possibile - spiega Pecorella - perché l'articolo 1 della legge sulla regolamentazione dello sciopero nei servizi essenziali, che prevede che l'avvocato si possa astenere anche nei processi con imputati detenuti, non è stato dichiarato incostituzionale». Ma anche se la sentenza avesse allargato l'ambito dello sciopero degli avvocati non sarebbe una pronuncia da accogliere positivamente: «Sarebbe un grosso passo indietro rispetto alle garanzie di libertà dell'imputato», la cui volontà non avrebbe più alcuna incidenza. «È una sentenza che creerà moltissimi problemi: non si capisce qual è il limite del diritto di astensione», aggiunge Pecorella, che ha invece chiaro quale fosse «la posta in gioco»: la sorte del processo Aemilia. «Se questa sentenza avesse rigettato l'eccezione di incostituzionalità sollevata dal Tribunale di Reggio Emilia avrebbe avuto l'effetto di far saltare quel processo». Dalla Camera Penale di Reggio Emilia non ci sono al momento prese di posizione ufficiali. Aleggia un certo imbarazzo per la sonora sentenza da parte della Consulta, che avvalora la decisione del collegio del processo per mafia che è ormai alle battute finali. La sentenza della Consulta è stata appresa come uno schiaffo all’avvocatura perché il provvedimento del collegio di Aemilia era stato anche impugnato da alcuni avvocati difensori a cui la Cassazione aveva dato ragione, ritenendo l’ordinanza illegittima. Per la Cassazione il processo andava dunque sospeso.
Come dire: non sono valide le udienze che si sono tenute per un anno, fino ad oggi. Ora la Corte Costituzionale ribalta nuovamente il tavolo. —
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