Reggio Emilia, crisi Ferrarini: cassa integrazione e 4 mesi di tempo per salvare il gruppo
L’azienda chiede l’incontro per avviare l’ammortizzatore, Bartoli commissario. Anche Spadoni nella trattativa a Roma
REGGIO EMILIA. Cassa integrazione, 120 giorni per presentare il piano del concordato, un incontro in Regione a fine mese e poi via al ministero a Roma per il tavolo del 3 agosto. Sono giorni di fuoco per il gruppo Ferrarini e i suoi 800 dipendenti. È partita infatti una corsa contro il tempo per evitare che la crisi finanziaria infetti la fiorente attività industriale.
I sindacati hanno ricevuto giovedì sera via Pec una richiesta indirizzata all’agenzia regionale per il Lavoro di Reggio Emilia e ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. In pratica il gruppo Ferrarini - per i due rami dei salumi Ferrarini spa e Vismara - ha anticipato l’intenzione di ricorrere alla cassa integrazione.
Non è ancora dato sapere quanto ampio sarà il perimetro richiesto dall’azienda, ma viste la situazione potrebbe riguardare tutti i lavoratori con un tiraggio dell’ammortizzatore calibrato in base alle esigenze. Di certo, visto anche il ritardo degli stipendi, la situazione è complicata e ridurre l’incidenza del costo del lavoro con il ricorso alla cassa integrazione può restituire ossigeno ai conti. Tutta materia della quale si parlerà il 31 luglio.
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Il tribunale fallimentare di Reggio Emilia, durante la camera di consiglio con il presidente Francesco Parisoli, ha concesso il termine di 120 giorni e fissato i paletti per la presentazione del concordato da parte della Ferrarini, nominando come commissario l’ex presidente dei commercialisti reggiani, Bruno Bartoli, già commissario per pratiche complesse come Unieco.
Al giudice delegato Nicolò Stanzani Maserati l’azienda dovrà fornire tramite il commissario una situazione finanziaria dell’impresa, facendo così chiarezza visto che i bilanci ad oggi pubblicati sono quelli del 2016. Come detto, l’azienda - schiacciata da oltre 250 milioni di debiti - ha dichiarato di voler presentare un concordato in continuità o un accordo di ristrutturazione.
Anche la vicepresidente reggiana della Camera dei Deputati Maria Edera Spadoni, prenderà parte alla riunione al ministero delle Sviluppo Economico il 3 agosto, dedicato alla vertenza Ferrarini, che conta stabilimenti a Reggio, Langhirano e Lecco (con Vismara). Un appuntamento al quale parteciperà anche la Regione e nel quale, oltre ai sindacati, si è inserito anche il sindaco di Reggio Luca Vecchi.
«Da tre settimane stiamo seguendo la crisi Ferrarini - dice la deputata del Movimento 5 stelle - Abbiamo già incontrato e ascoltato la proprietà che ha avanzato le sue proposte. Gli 800 lavoratori devono essere parte integrante del prossimo incontro al ministero. Le famiglie non possono rischiare il posto di lavoro per investimenti sbagliati legati al crack Banca Popolare di Vicenza» afferma la vicepresidente della Camera in riferimento anche alla perdita di valore delle azioni della banca detenute dalla famiglia.
«Sarò quindi presente all’incontro con il Ministro, in programma per il prossimo 3 agosto a Roma, per portare avanti il mio impegno alla tutela dei lavoratori e per trovare una soluzione che possa mettere al sicuro le 800 famiglie coinvolte. Il lavoro è fondamentale nella vita delle persone, sia per il loro sostentamento che per la loro dignità» conclude Spadoni.
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