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cosa dice il documento 

La delibera regionale che istituisce gli obblighi

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Con la delibera della giunta regionale numero 351 del 12 marzo 2018, la Regione Emilia-Romagna ha stabilito nuove norme per gli operatori sanitari in materia di obbligo di vaccinazione. Il...

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Con la delibera della giunta regionale numero 351 del 12 marzo 2018, la Regione Emilia-Romagna ha stabilito nuove norme per gli operatori sanitari in materia di obbligo di vaccinazione.

Il documento

La corposa delibera di 99 pagine definisce il rischio biologico in ambiente sanitario e le linee di indirizzo per la prevenzione delle principali patologie trasmesse per vie aeree, fissando le indicazioni per il rilascio dell’idoneità agli operatori sanitari. Il provvedimento, legato al “Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017- 2019”, precisa “che le vaccinazioni sono uno strumento di prevenzione efficace e sicuro nei confronti di alcune malattie infettive”.

Gli obiettivi

In sintesi, l’obiettivo del provvedimento è quello di tutelare gli operatori e i pazienti assistiti, in quanto introduce elementi di garanzia e tutela sia per i lavoratori, che curano, sia per chi è in cura.

Le malattie

Le malattie infettive indicate dalla delibera come oggetto della vaccinazione sono: Epatite B, Epatite C, Hiv, Tubercolosi, Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella. Di queste quelle che rappresentano un effettivo rischio a trasmissione ematica sono: Epatite B, Epatite C e Hiv. Quelle trasmissibili per via aerea sono Tubercolosi, Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella. Le vaccinazioni obbligatorie indicate sono per Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella.

Personale sanitario

Il provvedimento è da subito operativo e riguarda medici, infermieri, ostetriche ed operatori socio-sanitari. La delibera prevede che, in caso di impossibilità o rifiuto degli operatori a vaccinarsi, l’operatore sanitario non è immune a queste patologie e di conseguenza riceva dal medico competente un’idoneità parziale alla mansione, non potendo lavorare nei reparti “a rischio”.

NEGLI OSPEDALI

I reparti ritenuti a rischio sono ritenti quelli di oncologia, ematologia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, pronto soccorso e centri trapianti. In base agli ultimi dati disponibili, dal 2012 al 2016 nella nostra regione su 464 casi di Morbillo 61 hanno interessato operatori sanitari; 76 i focolai in tutto, di cui 20 hanno coinvolto operatori sanitari. —

R.F.

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