Reggio Emilia, alberi abbattuti nello sfalcio: la coop è pronta a ripagarli
Parla la responsabile della cooperativa sociale Elfo che si è occupata del taglio dell’erba a San Prospero, provocando la furia del M5s
REGGIO EMILIA. La selva di polemiche, chiarimenti e smentite si fa sempre più oscura su una delle vicende che più ha fatto parlare i reggiani: lo sfalcio dell’erba nel campo di San Prospero, dove erano stati piantati 500 alberelli dal M5s e dal Comune di Reggio Emilia. Alberelli che, a causa di un errore umano, sono stati in gran parte abbattuti proprio durante lo sfalcio di qualche giorno fa.
Ebbene, dopo che gli esponenti pentastellati reggiani si sono accorti di quanto accaduto, è scoppiato il caos. E lo sbaglio di un giardiniere si è trasformato in un caso politico. Prima gli stessi consiglieri e portavoce M5s che hanno accusato l’amministrazione di incompetenza, e assieme a loro una valanga di commenti social indignati.
Poi ancora i grillini che, una volta tornati sul campo in questione, hanno scoperto che parte degli alberi abbattuti erano stati “sostituiti”: un complotto del Comune, per cercare di rimediare al danno. Infine, l’assessore all’Ambiente che ha cercato di spiegare come, in verità, nessun albero fosse stato piantato ex novo ma che si trattava delle piante precedenti, non del tutto distrutte, risistemate dalla stessa cooperativa sociale.
Ma i commenti e la rabbia social sono andati avanti, inesorabili, impermeabili alle dichiarazioni e alle spiegazioni del mondo esterno. Al punto che a scomodarsi sulla questione è stata anche la parlamentare del Pd, Antonella Incerti. Così, per metter fine a questo caso politico che di politica ha poco, abbiamo sentito Mirella Battisti, la responsabile della coop sociale l’Elfo che si è occupata dello sfalcio e che dà lavoro a disabili e persone in condizioni di fragilità.
«La questione è semplice – spiega – l’erba era alta un metro e mezzo e il giardiniere per tagliarla non ha potuto utilizzare macchinari piccoli. Le piante non si vedevano e da qui il danno. Ci dispiace e, se necessario, siamo pronti a ricomprare le piante distrutte ma non ne farei un caso politico. Anche perché nella cooperativa c’è anche gente che vota i 5 stelle, non siamo marchiati con un solo partito».
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