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«Pieve di San Vitale chiusa ai turisti e piena di rifiuti Il Comune ha fallito»

Adriano Arati
«Pieve di San Vitale chiusa ai turisti e piena di rifiuti Il Comune ha fallito»

Dario Bottazzi del Pd si scaglia contro l’amministrazione «E la sponsorizzazione puzza di operazione pre-elettorale»

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CARPINETI

«Il Comune di Carpineti ha fallito nella gestione della Pieve di San Vitale». Va all’attacco il Pd carpinetano sulla gestione del bellissimo sito di San Vitale, di proprietà comunale e da tempo alle prese con cambi di gestione. Un’area di alto valore storico e ambientale, che conta anche su un ristoro con camere, da sempre difficile da valorizzare.

Negli ultimi dieci anni ha lavorato discretamente solo nel periodo di un bando congiunto di Comune e Provincia, che affidava insieme pieve e castello delle Carpinete. Una soluzione che il riordino degli enti locali, con la conseguenza riduzione di fondi e responsabilità per le Province, ha cancellato. Dopo una breve apertura nell’estate 2017, il complesso è chiuso da una decina di mesi.



Il Pd, a Carpineti forza di opposizione, attacca su tre fronti: l’incuria, l’impossibilità di sfruttare la struttura nel periodo di massima affluenza turistica e una proposta di sponsorizzazione tecnica sul sito per cui sono state presentate tre domande.

«I visitatori si trovano di fronte un desolante spettacolo di incuria e abbandono: erba alta, rifiuti accatastati dietro lo stabile, staccionate marcite e collassate per mancanza di manutenzione. Non è questo che i carpinetani si aspettano dall’amministrazione», sostiene il segretario Pd Dario Bottazzi. E chiede: «Da quanto è ridotto così? Perché non viene fatta nessuna vigilanza? A cosa sono serviti i soldi pubblici spesi per ristrutturare il complesso di San Vitale se poi non si prevede un minimo di manutenzione del sito?».



Un tema ovviamente collegato è quello dell’utilizzo almeno del ristoro con camere. «La nostra terra ha bisogno di lavoro ed è doloroso vedere chiusa una struttura in grado di creare occupazione, sia pure stagionale, e di attrarre visitatori per attività culturali e naturalistiche», fa presente Bottazzi. «Sappiamo dei problemi di gestione del recente passato, ma vorremmo capire quali idee ha la Giunta Borghi per il prossimo futuro».



«Considera San Vitale un bene storico, dal valore culturale che si pone alle radici della nostra identità, o è semplicemente una location suggestiva in cui promuovere feste e attività di ristorazione?», chiede ancora Dario Bottazzi alla giunta.



Il terzo nodo è gestionale. A metà giugno è stata presentata una sponsorizzazione tecnica, uno strumento che permette ad aziende e associazioni di inoltrare un’offerta economica e un piano di sviluppo per siti pubblici, garantendo l’apertura continuativa delle strutture. La prima sponsorizzazione, arrivata un mese e mezzo fa, era di durata decennale: con questa procedura «gli obblighi non vengono disciplinati da un bando ma sono negoziati fra proprietà e gestore». In casi di sponsorizzazione, la legge impone un mese di tempo in cui altre realtà possono inoltrare altre offerte.

E così è stato a Carpineti: «Oggi le candidature per la gestione di San Vitale sono tre e non sono chiari i criteri e i tempi per l’eventuale assegnazione della struttura. Questo espone il Comune a probabili ricorsi da parte degli esclusi, con ulteriori ritardi nell’apertura del sito». Per Bottazzi questo è un approccio «in cui intravediamo operazioni di sapore elettorale. Con l’adozione dello strumento della sponsorizzazione il Comune evidentemente credeva di ricevere una sola candidatura». —



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