Le reazioni della politica fra chi grida al business e chi difende i migranti
reggio emiliaA poche ore dalla notizia dell’arresto della funzionaria della Prefettura, la politica reggiana si è scatenata in una selva di reazioni che hanno toccato tutte le colorazioni partitiche....
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A poche ore dalla notizia dell’arresto della funzionaria della Prefettura, la politica reggiana si è scatenata in una selva di reazioni che hanno toccato tutte le colorazioni partitiche. Fra chi trae spunto per attaccare il “business dell’immigrazione”, chi ragiona su norme e procedure e chi difende il diritto dei migranti ad ottenere una cittadinanza con facilità.
«La recente operazione di polizia – commenta Giuseppe Manzotti, del coordinamento provinciale Fratelli d’Italia – sono la conferma che dietro al fenomeno migratorio possano svilupparsi e si siano sviluppate delle devianze a scopo di lucro, stavolta a carattere corruttorio. Serve una politica critica, obiettiva e non ideologica nei confronti dell’immigrazione, che non porti alle esaltazioni e celebrazioni che indirettamente creano “zone d’ombra” nelle quali alcuni soggetti trovano modo di lucrare».
Sulla stessa linea del partito di destra e dei colleghi di governo leghisti, anche il Movimento 5 stelle è tornato a ribadire che «il business sul fenomeno dell’immigrazione avviene ad ogni livello e coinvolge tantissime persone in ogni fase». A commentare, nello specifico, sono stati i i parlamentari reggiani Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli e Maria Laura Mantovani, che poi proseguono: «Il M5s si schiera contro chi specula su questo fenomeno e condanna con chi alimenta l’immigrazione per avere manodopera a basso costo creando un nuovo schiavismo, chi alimenta i traffici illegali di esseri umani come gli scafisti, chi lucra sulla gestione dei richiedenti e chi chiede tangenti per rilasciare la cittadinanza o i permessi di soggiorno».
Infine, chiosano i parlamentari pentastellati, occorrono «meccanismi d’accesso che eliminino il rischio scafisti e che non alimentino la tratta dei lavoratori a basso costo e tempi rapidi per individuare chi ha il diritto allo status di rifugiato». Controtendenza, invece, “Reggio Emilia in Comune”, il nuovo progetto municipalista che culminerà nella presentazione di una lista civica alle prossime elezioni comunali del 2019: «La Prefettura da anni richiede controlli asfissianti alle cooperative che operano nei centri di accoglienza straordinaria, cercando di trasformare un lavoro di integrazione in mansioni al limite del poliziesco e della rendicontazione maniacale. La scoperta di oggi è che dall’interno della Prefettura le regole per il riconoscimento della cittadinanza vengono frantumate. A colpi di mazzette». –
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