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Mazzette in prefettura, svolti gli interrogatori di garanzia: Burani nomina un codifensore per assistere la moglie

Mazzette in prefettura, svolti gli interrogatori di garanzia: Burani nomina un codifensore per assistere la moglie

Si sono svolti in tribunale gli interrogatori di garanzia per quattro indagati nell'inchiesta su corruzione e cittadinanze in Prefettura. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Presente anche Umar Parvez, tornato dal Pakistan

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REGGIO EMILIA. Quattro dei sette indagati per il giro di mazzette in Prefettura a Reggio Emilia, sono comparsi questa mattina davanti al gip Giovanni Ghini per l’interrogatorio di garanzia. Si tratta degli indagati colpiti dalla misura cautelare.

Le manette erano scattate per Sonia Bedogni, funzionaria delle prefettura di Reggio, indagata dalla procura per corruzione impropria e propria passiva. La donna, 60 anni, ora si trova agli arresti domiciliari. Il gip ha già disposto nei suoi confronti un sequestro preventivo di oltre 100mila euro.

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Sul registro del pm Giacomo Forte, titolare dell’inchiesta, sono finiti anche due fratelli pachistani che gestivano un’agenzia, con sede a Reggio Emilia, ma con una succursale a Guastalla a cui sono stati posti i sigilli. Si tratta di Irslan e Umar Parvez, considerati intermediari-corruttori per conti di privati: a loro è stata applicata la stessa misura cautelare. Davanti al gip c'era anche Umar, fino a poco tempo fa in Pakistan e tornato in Italia prima del tempo per potersi difendere: il ragazzo è stato preso dalla squadra mobile di Reggio Emilia appena atterrato, a Malpensa, e condotto agli arresti domiciliari.

I due devono rispondere di intermediazione ai fini della corruzione. Sostanzialmente sarebbero coloro che raccoglievano il denaro dagli stranieri in attesa della cittadinanza, che poi avrebbero consegnato alla presunta funzionaria infedele.

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A una quarta donna, Amina Doulali, marocchina di 48 anni moglie dell’avvocato Vainer Burani, è stata applicata la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia, con l’accusa di aver fatto da intermediaria privata con la funzionaria della Prefettura in tre casi.

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Proprio l’ufficio di Burani - che difende a spada tratta la moglie - è stato perquisito martedì dalla Squadra mobile perché lì si appoggiava la moglie per le pratiche.

Burani, presente anche questa mattina accanto alla moglie, non ha però presenziato all'interrogatorio di garanzia. Il noto legale reggiano infatti, per questioni di opportunità e delicatezza, ha nominato un codifensore, Matteo Marchesini, che ha assistito Doulali davanti al gip Ghini.

Tutti e quattro gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, e gli interrogatori sono durati pochi minuti. L'indagine è ora in una fase di standby, in attesa che avvocati e magistratura analizzino a fondo le carte.

 

 

 

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