Gazzetta di Reggio

Reggio

l’indagine prosegue 

Tanti versamenti in contanti al setaccio i suoi conti correnti

E.L.T.

La Squadra mobile ha tracciato decine e decine di versamenti in contanti nei tre conti intestati alla funzionaria della Prefettura

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REGGIO EMILIA

Sonia Bedogni ha dichiarato negli ultimi anni redditi attorno ai 30mila euro l’anno. L’attenzione della Squadra mobile diretta da Guglielmo Battisti, si è fermata però ai tre conti correnti intestati alla funzionaria della Prefettura accusata di incassare mazzette in ufficio per velocizzare le pratiche per la cittadinanza italiana. Gli investigatori hanno messo sotto la lente gli ultimi 10 anni tracciando decine di versamenti in contanti nei conti della donna. Dal 2008 ad oggi la sequenza va da importi di 400 euro in contanti fino a 2mila euro. Una movimentazione rilevante di contanti diretti nei conti di Bedogni, che la Procura ha preso in considerazione ma solo dal 2016 al 2018, arco temporale dell’indagine, arrivando ai famosi 116mila euro sequestrati martedì alla donna.

tante precauzioni

La cautela era di casa nell’ufficio della funzionaria Sonia Bedogni. Era lei stessa che pretendeva che il compenso extra fosse inserito all’interno di un fascicolo che la donna si premurava di mettere davanti agli occhi degli intermediari. Nei video, affermano gli investigatori, si vede in maniera netta che la dipendente pubblica prende poi quei soldi e li infila in un cassetto della scrivania, «con movimenti che denotano una consolidata abitudine». Da lì la consegna al cittadino straniero di turno della tanto agognata pratica per la cittadinanza richiesta. La donna, quindi, aveva la cautela di non prendere mai direttamente in mano i soldi dai “clienti”. C’è un caso che viene considerato emblematico, che riguarda uno degli indagati, Abdelaaziz El Jallali, cittadino arabo che “imprudentemente” tenta di prelevare soldi dalla tasca per consegnarli alla donna. «Non si tira fuori qua» lo ammonisce la funzionaria. «E quando?» gli chiede l’uomo. «Non ha capito niente allora. Non si tira fuori qua» rincara la donna. «No?» chiede lui. «No, si mette dentro e poi dopo lei mi dà qualcosa». «C’è un bagno qua?» chiede allora l’uomo: «Vado al bagno e poi torno». Poi torna dopo qualche minuti, rientra nell’ufficio per consegnare all’impiegata un fogli di carta piegato, che tira fuori dal giubbotto. Il tutto ripreso dalla telecamere posta sul soffitto dagli agenti della Squadra mobile delle questura di Reggio.

INCONTRI FUORI ORARIO

Bedogni è stata seguita passo dopo passo per mesi dalla polizia. E secondo quanto rilevato aveva anche la possibilità di incontrare il pubblico, compresi potenziali corruttori, fuori dall’orario di apertura previsto dall’ufficio. Non solo: la funzionaria, in alcuni casi, avrebbe consigliato di modificare quote fiscali nel Cud per rientrare nei parametri reddituali. Per la procura si tratta di una omissione delle segnalazione sulla mancanza dei requisiti fissati dalla legge. —

E.L.T.

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