Un edificio dell’antica rocca sotto piazza Prampolini
Dopo il ritrovamento dei resti murari, prosegue l’indagine della Soprintendenza Escluso che si tratti di una chiesa. Il sindaco: «La riqualificazione non si fermerà»
Sono stati identificati con maggiore precisione i resti murari rinvenuti nei giorni scorsi in piazza Prampolini, emersi nel corso delle operazioni di riqualificazione del centro storico. Dopo la scoperta, a seguito della quale si era inizialmente ipotizzato che i resti fossero riconducibili a un edificio sacro – si era parlato di un piccolo oratorio o di una chiesa – è stato possibile acquisire informazioni più dettagliate. I lavori, condotti dall’archeologa Angela Cervi sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, che anche ieri ha presidiato l’area assieme al capocantiere sotto il sole cocente, hanno permesso di accertare che i resti non sono riconducibili a un edificio di culto, quanto piuttosto a una struttura esterna pertinente l’antica rocca.
La superficie interessata al ritrovamento è di forma rettangolare, chiusa da un muro ad andamento circolare, che inizialmente si ipotizzava potesse essere l’abside di una chiesa. Confermata invece la datazione dei resti, risalenti a un periodo compreso tra il XIV e il XVI secolo, dunque antecedente alla realizzazione della chiesa della Madonna, che si affaccia proprio su piazza Prampolini e che è uno degli edifici più antichi.
Nelle ultime settimane la scoperta ha acceso l’interesse dei cittadini, che hanno iniziato a seguire con curiosità l’evolversi della situazione, in attesa di capire se i resti venuti alla luce avessero un valore storico importante. Di sicuro, questa scoperta permette di conoscere un aspetto sinora ignoto del centro castelnovese: nessun documento in possesso degli storici, infatti, ha mai fatto cenno a un edificio che insisteva sull’attuale piazza.
I reperti emersi non saranno visibili per sempre: i resti verranno ricoperti nei prossimi giorni, in base alle indicazioni fornite dalla Soprintendenza, che in questo periodo ha chiesto al Comune di effettuare dei sondaggi nel terreno alla ricerca di ulteriori dettagli utili per identificare la struttura. Poi i resti murari verranno coperti dalla piazza, in corso di rifacimento: prima della copertura definitiva, verranno protetti con una rete ombreggiante, da una ventina di centimetri di ghiaia fine e da un tessuto geotessile.
Anche se i resti verranno nuovamente interrati, la scoperta è stata adeguatamente documentata con raccolta di dati e fotografie, in quanto certificano un aspetto di storia locale che merita di essere approfondito. A margine di questi ritrovamenti, va sottolineato che i lavori di riqualificazione della piazza procederanno senza sosta. Un aspetto, questo, che sta molto a cuore ai cittadini in quanto la viabilità in centro ha subìto importanti modifiche.
«Questo inatteso ritrovamento – spiega il sindaco Francesco Monica – costituisce una scoperta importante per l’evoluzione storica castelnovese. I lavori di riqualificazione a piazza Prampolini e via Gramsci procederanno senza intoppi e non risentiranno di questa scoperta. Ringrazio in tal senso la ditta Nial Nizzoli che sta proseguendo nei lavori e ha mostrato grande collaborazione in questo frangente, e la Soprintendenza con la quale stiamo fattivamente collaborando». —
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