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Reggio Emilia. ok a nuovi taxi per la Mediopadana, ma il parcheggio è ancora in stand by

Reggio Emilia. ok a nuovi taxi per la Mediopadana, ma il parcheggio è ancora in stand by

Via libera al Piano dei contingenti comunali della Provincia. Ma per i nuovi 450 posti auto bisognerà ancora aspettare

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REGGIO EMILIA. Più taxi, ma parcheggi ancora in attesa. È infatti quest’ultimo uno degli obiettivi da tempo in agenda per la Mediopadana, alle prese con una criticità risolta per ora solo temporaneamente con l’introduzione di 150 nuovi posti auto sullo sterrato, in previsione della relazione di un intervento strutturale da 450 ulteriori posti aggiuntivi portando così il parcheggio a sfiorare i 1.500 stalli.

Inaugurata nel giugno 2013 alla presenza – tra gli altri – dell’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, e dell’archistar spagnola Santiago Calatrava, la stazione Mediopadana Reggio Emilia AV, unica fermata in linea dell’Alta velocità tra Milano e Bologna, in questi primi anni ha visto crescere in maniera esponenziale il traffico in termini di treni e, ovviamente, di utenza.

Dai 20 treni e un migliaio di passeggeri al giorno iniziali, già nel luglio 2014 – appena un anno dopo l’inaugurazione – si era passati a 30 treni e 1.500 passeggeri. Poi a 38 convogli con circa 2.500 passeggeri al giorno nel dicembre 2015 e un ulteriore balzo in avanti nel 2016, anche grazie all’incremento del traffico (44 treni), fino a superare i 3.000 passeggeri.

Oggi la stazione Mediopadana, anche in virtù della nuova offerta estiva sia di Trenitalia sia di Italo, registra la sosta di 58 treni raggiungendo anche i 3.500 passeggeri al giorno, che si sommano ai circa 10mila passeggeri che utilizzano la stazione storica in centro. Un aumento esponenziale di cui l’aggiornamento del Piano dei contingenti comunali di taxi, elaborato dall’Agenzia per la Mobilità su incarico della Provincia, ha dovuto inevitabilmente tenere conto (leggi l’articolo in basso).

Secondo due progetti di ricerca attivati dalla stessa Agenzia in collaborazione con il Dipartimento di Comunicazione e Economia dell’Università di Reggio, finalizzati all’analisi della domanda e all’attivazione di strategie di crescita di mobilità attratta e generata dall’infrastruttura, i valori percentuali delle modalità di collegamento da e per la stazione Reggio Emilia AV indicano nell’auto privata (di un accompagnatore o lasciata in parcheggio) il mezzo largamente più utilizzato (circa l’80% dei casi).

Ma significative sono anche le percentuali di chi utilizza il taxi: 13,8% delle persone in arrivo in stazione, il 10,8% in partenza. Anche una indagine Nomisma, presentata nel novembre 2015, indicava nel taxi la seconda scelta dopo l’auto privata per raggiungere o lasciare la stazione. Dati che, sulla base dei numeri attuali, portano a ritenere che la sola Mediopadana generi un traffico in grado di saturare da 14 a 21 taxi nell’arco dell’orario di servizio della stazione stessa. A fronte di un volume di passeggeri più che triplicato dal 2013 oggi, tanto l’offerta di trasporto pubblico di linea urbano (raddoppiata nel tempo dall’Agenzia per la Mobilità) quanto il numero di licenze taxi nel comune capoluogo (da 36 a 100) sono stati adeguati.

E se sul fronte dei taxi il piano dall’Agenzia per la Mobilità ha dato impulso alle nuove licenze, per la rivoluzione parcheggi bisognerà ancora aspettare. In ogni caso, lo sviluppo della Mediopadana è stato incluso dal Comune anche nel nuovo Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, dove per la stazione Av di Mancasale non solo sono previsti oltre 1.400 posti auto, ma anche una rete di collegamenti con il resto della rete del trasporto pubblico locale. A cominciare dal sogno proibito del Nodo Mediopadano, un nuovo parcheggio per la stazione Alta velocità accessibile direttamente dall’Autostrada del Sole.

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