«Il parcheggio chiuso? Questa situazione è ridicola, un suicidio»
Canossa, Mario Bernabei, titolare del centro turistico: «Svegliamoci Per il bene del paese troviamo una soluzione, ma subito»
CANOSSA. «Sveglia, sveglia, sveglia! Canossa non merita tutto questo». A ripeterlo con enfasi è Mario Bernabei, sul sottofondo di voci e risa dei duecento giovani pellegrini della Bassa reggiana appena accolti dal suo centro turistico “Andare a Canossa”, per la seconda tappa del cammino a Lucca. Bernabei, dopo la chiusura improvvisa del parcheggio privato conseguente all’impasse nelle trattative tra Comune e la famiglia Conti, dice no al «gioco al massacro» e fa un accalorato invito ad «andare oltre».
Racconta che in mattinata sei o sette auto, davanti alle sbarre al parcheggio, sono andate via: «Molti hanno rinunciato. I più temerari hanno parcheggiato più giù e sono arrivati a piedi».
«Questa situazione è un suicidio – sbotta Bernabei –. Tutto questo succede in agosto, quando l’afflusso sarebbe maggiore, e proprio in un momento in cui Comune, Provincia, Regione e Stato stanno lavorando all’unisono e c’è lo spirito giusto. Ora è venuto il momento di fare ragionamenti seri, con i fatti, non solo a parole. Per il parcheggio va trovata una soluzione, e subito».
E il pensiero vola a due anni fa, quando erano stati in duecento a partecipare alla camminata-happening organizzata tra gli altri dal suo centro turistico a sostegno del castello che pareva destinato alla chiusura.
«Allora – ricorda Bernabei – si mobilitò il ministro Franceschini. A Canossa furono destinati oltre 3 milioni di euro. E ora? Si lavora al progetto esecutivo, ma di questi soldi non si è visto ancora nulla. C’è ancora la frana, i bagni pubblici fanno schifo, come le panchine e l’illuminazione. E ora la chiusura del parcheggio. Ma si può? Siamo ridicoli».
Poi ci mette i punti. Almeno tre. «Primo: non si può dire “amo Canossa” e poi chiudere il parcheggio il primo di agosto, soprattutto dopo due anni di trattative. Così mi pare proprio una rappresaglia. Secondo: qui ci sono 10 case in abbandono, messe sul mercato, ma a cifre improponibili. Così nessuno farà mai investimenti. Terzo: maggioranza e opposizione si danno battaglia? Andiamo oltre e troviamo le soluzioni, se no qui a rimetterci è proprio Canossa e chi lavora per cercare di promuoverla». —
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