Gazzetta di Reggio

Reggio

toano 

Ripartono gli scavi alla Pieve in cerca del castello scomparso

Luca Tondelli /

Lunedì prossimo l’avvio delle ricerche, che proseguiranno per due settimane L’archeologo: «L’obiettivo è capire la datazione e come fosse articolato l’edificio»

2 MINUTI DI LETTURA







Lunedì riprenderanno gli scavi archeologici alla pieve di Toano, intervento che lo scorso anno regalò importanti scoperte e una fotografia molto interessante del passato di questo edificio storico.



Quest’anno gli scavi avranno la durata di altre due settimane. Spiega Vittorina Canovi, assessore alla cultura di Toano: «È una campagna molto importante, che fa seguito agli scavi della scorsa estate, il cui successo ci ha spinti a proseguire in nuove ricerche sul campo per fare ulteriore luce sulla storia del nostro territorio, con particolare riferimento al castello scomparso e alla chiesa romanica che è giunta fino a noi, seppur tra tante vicissitudini, e che un tempo ne faceva parte».

La nuova indagine sarà condotta dall’Università di Bologna, dipartimento di Storia culture civiltà anche questa volta, sotto la guida del professor Nicola Mancassola, archeologo ed esperto medievista, in accordo con Ufficio diocesano per i beni culturali, diretto da monsignor Tiziano Ghirelli e con la parrocchia del capoluogo, nonché con il supporto e il finanziamento del Comune, della “Antica fabriceria”, di Panaria Group e di altri soggetti privati. L’assessore ringrazia il Coro matildico Valdolo «che offrirà alloggio agli archeologi e ai volontari».

Il programma degli scavi lo spiega l’archeologo Mancassola: «Prevede da un lato la prosecuzione dello scavo all’esterno dell’abside della pieve – spiega l’archeologo – con l’obiettivo di indagare le fasi medievali della chiesa e poter determinare, attraverso lo studio delle sepolture presenti in quell’area, il primo periodo di frequentazione del colle a scopi religiosi. Parallelamente si procederà nella valutazione del deposito archeologico in nuovi settori della sommità, in particolare nel grande spiazzo a nord dell’area perimetrale settentrionale del luogo di culto ed eventualmente nei pressi della facciata dello stesso».



L’obiettivo delle nuove ricerche alla Pieve è capire come fosse articolata quella porzione del castello. «Del quale – prosegue il professor Nicola Mancassola – allo stato attuale delle ricerche non si conosce nulla. Una parte dei ricercatori procederà infine nel rilievo e nello studio analitico degli alzati della pieve, in modo da porre in evidenza le varie fasi costruttive, dall’età medievale a quella moderna, e definire così con precisione i settori ricostruiti dall’architetto Baldini, a partire dal secondo dopoguerra, quando la chiesa, in abbandono e fortemente danneggiata, venne restaurata e ripristinata nella forma attuale». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google