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Stupore dai sindaci dell’Unione della Val d’Enza dopo la nuova svolta Al comando è stato nominato per ora l’altro vice, Amato Cabiddu 

Burani ribadisce la versione «Mai saputo nulla di Fabbiani Ora riorganizziamo il corpo»

E.L.T.
Burani ribadisce la versione «Mai saputo nulla di Fabbiani Ora riorganizziamo il corpo»

la posizione MONTECCHIO «Da parte nostra non c’è preoccupazione ma spero che venga ridimensionata un domani tutta questa vicenda anche se francamente la maggior parte delle cose apparse sui giornali...

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la posizione

MONTECCHIO

«Da parte nostra non c’è preoccupazione ma spero che venga ridimensionata un domani tutta questa vicenda anche se francamente la maggior parte delle cose apparse sui giornali credo che vadano al di là di quanto permesso». Paolo Burani deve gestire una patata bollente. Presidente dall’aprile scorso dell’Unione della Val d’Enza, ha ricevuto un’eredità pesante dal suo predecessore, Paolo Colli, sindaco di Montecchio, il cui nome viene a più riprese citato nelle ordinanze di arresto e nelle misure che corredano l’inchiesta sul “sistema Fabbiani”, interlocutore naturale dei vigili dell’Unione.

«Dei problemi caratteriali del vice comandante o di illeciti o del mobbing non ne abbiamo mai ricevuto notizia - ribadisce ancora una volta Burani a nome dell’Unione - E alla comandante, da quanto ho capito, viene addebitata la questione dell’auto. Devo dire che come tutte le macchine di servizio si tratta di una spesa autorizzata con poste messe poi a bilancio. Sono circa 30 le vetture della nostra Municipale e ogni anno una o due vengono cambiate. Su questo non c’è novità. Non solo: per ogni vettura viene segnato l’orario di entrata e di uscita ma come si fa a scoprire se un agente la usa in maniera impropria? Non credo sia possibile, bisognerebbe fare gli investigatori privati per vedere fuori come un altro la utilizza. Per ora, però, la nostra preoccupazione è rimettere in piedi il servizio della Municipale. Abbiamo un vice comandante arrestato, un ispettore e la comandante sospesi».

I sindaci, ieri, mattina dopo la perquisizione, hanno subito mandato una nota congiunta.

«In attesa che la magistratura faccia piena luce su tutti gli avvenimenti, il servizio verrà presidiato dall’ufficiale più alto in grado, Amato Cabiddu, che viene in data odierna nominato comandante in sostituzione di Cristina Caggiati. L’Unione non ha ancora ricevuto atti formali, ma è stata informata della sospensione direttamente dalla comandante. Occorrerà pertanto conoscere gli atti per assumere informazioni più circostanziate e valutare ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari».

Infine, «preso atto che nelle prossime settimane sarà necessario assumere un approfondito e dettagliato progetto di rinnovamento della polizia municipale, occorre al momento cercare di creare tra gli agenti in servizio un clima di lavoro il più possibile sereno e disteso. Rinnoviamo nei loro confronti un messaggio di sostegno».—

E.L.T.

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