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Crescono le adesioni al piano che vuole rilanciare la Rupe

Elisa Pederzoli
Crescono le adesioni al piano che vuole rilanciare la Rupe

Scopo del progetto è di indicare politiche di sviluppo locale per il turismo Manghi: «Il pubblico fa la sua parte, ma senza il privato non è funzionale»

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CANOSSA

Cresce il numero di partner privati che credono nel Piano strategico d’Area vasta “Terre di Canossa”, per il rilancio turistico di tutta la zona che ruota intorno alla rupe di Canossa. Sono Agrinsieme, Antico Poderi di Canossa Srl, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Emilbanca, Legacoop, Sicem Saga, Ugc, Venturini Baldini che ieri si sono riuniti in Provincia - alla presenza del presidente Giammaria Manghi e del sindaco di Canossa Luca Bolondi - per aderire al protocollo d’intesa, che già raccoglie otto Comuni reggiani.



C’è un’idea chiara dentro al progetto: la realizzazione di un piano strategico per creare un sistema di valorizzazione di Canossa e di tutto il territorio intorno. «Il pubblico fa la sua parte nella programmazione - ha evidenziato Manghi - ma da solo non è funzionale. Da qui il coinvolgimenti di imprenditori, Curia, associazioni». L’obiettivo è la creazione delle condizioni strutturali adeguate alla ricettività e al mantenimento sul territorio dei turisti. «Il turismo è anche un fattore di Pil» ha sottolineato È soddisfatto anche il primo cittadino di Canossa. «La nostra idea sta iniziando a prendere una forma sostanziale - ha evidenziato - Venerdì abbiamo presentato il nostro progetto all’assessore regionale al turismo è abbiamo avuto ampia convergenza».

Ieri, si è concretizzato il secondo step. A settembre, si prevede l’ingresso di altri patner poi si parte.



A lavorare sul piano territoriale ci sono due architetti: Mauro Soragni e Massimo Casolari.

«In Francia, i piani strategici esistono già da vent’anni con una normativa specifica. In Italia, la normativa ancora non c’è. Speriamo che questo possa essere primo grande modello pilota» sottolinea Casolari.

I due professionisti vantano una lunga esperienza alle spalle in fatto di elaborazioni di piani stretegici: il più significativo è quello che riunisce i venti Comuni del Franciacorta, datato 2013. «Che ha fatto registrare il record di fondi ottenuti» sottolinea l’architetto Casolari.

«Qui bisogna creare investimenti e le condizioni per ottenere i finanziamenti - spiegano i due professionisti - La programmazione del territorio dipende dal prodotto. La collaborazione pubblico/privato è un atto politico grandissimo, un’occasione di ascolto per realizzare progetti di integrazione territoriale». Il piano strategico va a individuare cosa bisogna fare per potenziare il territorio dal punto di vista turistico, assegnando compiti al pubblico e al privato. Si parla di viabilità e mobilità, rilancio dei centri abitati, specializzazioni dei territori e tanto altro. —





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