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la testimonianza 

Se a fare da guide a Reggio ci sono solamente i tassisti

L.G.
Se a fare da guide a Reggio ci sono solamente i tassisti

Accanto al suo taxi il reggiano Luciano Zambonini racconta com’è lavorare alla Mediopadana  fra carenze e turisti spaesati

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reggio emilia

Che i tassisti spesso facciano anche da ciceroni ai turisti non è certo una novità. Ma che siano l’unica “guida turistica” a disposizione dei viaggiatori della Mediopadana è un’altra nota di demerito per l’accoglienza della stazione dell’alta velocità.

E lo sa bene Luca Zambonini, tassista reggiano, che in una calda mattinata di agosto ci racconta come si svolge il suo lavoro qui. «Normalmente i turisti vogliono vedere la parte storica della città – spiega – prendono il taxi e si fidano di noi che li accompagniamo nei luoghi dove c’è da veder qualcosa. Questa è una stazione con un’utenza in crescita, è una bella cosa per Reggio ma mancano i servizi. Ci sono ad esempio dei locali vuoti che si potrebbero riempire con attrazioni che facciano da passatempo per chi deve aspettare il treno».

Fra ciò che la cultura reggiana ha da offrire, prosegue Zambonini, «molti vengono per Reggio Children. Poi spesso li porto a vedere i musei, la Ghiara, la chiesa di San Francesco (sempre chiusa, ndr), il Duomo, il Battistero. Di cose da vedere ce ne sono, senza contare la provincia, dal castello di Canossa a Brescello».

Peccato però, conclude Zambonini, che i viaggiatori appena scesi dal treno «qui non trovino niente. Ci vorrebbe un ufficio per i turisti per fornirgli le cartine, ad esempio. Sarebbe una cosa importante potenziare anche i mezzi pubblici oltre al taxi, che magari non se lo possono permettere tutti. Si potrebbe pensare anche a dei servizi di collegamento verso i paesi più piccoli come Guastalla o Gualtieri, dove c’è sempre qualcosa da vedere». —

L.G.

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