Divieto di balneazione ma la gente fa il bagno
VETTO«In tutto il territorio dell´Emilia-Romagna non esistono acque interne individuate come acque destinate alla balneazione, per cui sui fiumi e laghi della regione non viene effettuato il...
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«In tutto il territorio dell´Emilia-Romagna non esistono acque interne individuate come acque destinate alla balneazione, per cui sui fiumi e laghi della regione non viene effettuato il monitoraggio per la tutela della salute dei bagnanti». Questo lo si può leggere sul sito dell’Arpae, ovvero l’agenzia regionale per la protezione ambientale alla voce “stagione balneare 2018”, quindi una normativa recentemente aggiornata.
Secondo la normativa tuttora vigente è quindi vietato fare il bagno in una qualsiasi delle acque interne, siano esse laghi o fiumi, presenti nella regione, non riguardando ovviamente le acque costiere.
Le motivazioni di questo divieto sono soprattutto due: la pericolosità dei fiumi e la qualità delle loro acque. Infatti nelle acque fluviali non sono rari fenomeni come mulinelli, vortici, correnti fredde in grado di mettere seriamente in difficoltà anche il più esperto nuotatore. Ad esempio una corrente fredda può sfiancare un uomo in pochi istanti facendo rapidamente esaurire la forza fisica. Inoltre essendo fredda può dar vita a fenomeni di idrocuzione ovvero una sincope determinata dall’improvviso abbassarsi della temperatura corporea. Infine, il divieto di balneazione può essere disposto anche per problemi di inquinamento dell’acqua interessata: inquinamento di tipo fisico, chimico o microbiologico che possono determinare nell’uomo patologie di natura infettiva, infiammatoria o allergica. Ma sono molti quelli che fanno il bagno lo stesso. —
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