«In questa vicenda noi sindaci parti lese come i cittadini»
Lettera aperta del presidente dell’Unione Val d’Enza Burani dopo la tempesta politica provocata dalla sospensione della comandante Caggiati
montecchio
L’inchiesta che scuote il Corpo della polizia municipale dell’Unione Val d’Enza, diventa un caso politico con le opposizioni dell’Unione all’attacco, pronte (la Lega) a chiedere le dimissioni del sindaco ed ex presidente Paolo Colli. E dopo che le carte hanno raccontato dei contatti telefonici tra il primo cittadino di Montecchio Paolo Colli e l’ex comandante della municipale Cristina Caggiati, oggi sospesa, con richieste di informazioni sull’indagine che da lì a poco sarebbe scoppiata, i sindaci intervengono, un’altra volta, con una lettera aperta firmata dal presidente attuale, Paolo Burani.
«Come sindaci dell’Unione Val d’Enza rinnoviamo la nostra piena e incondizionata fiducia e il totale sostegno agli inquirenti, ribadendo completa collaborazione – scrive il presidente paolo Burani – Auspichiamo che venga fatta al più presto piena chiarezza, rispetto alle accuse nei confronti di un sistema di potere parallelo teso a destabilizzare le istituzioni, indagando a 360 gradi senza fare sconti a nessuno».
«Ribadiamo – prosegue – che nelle tante occasioni in cui abbiamo affrontato il tema della Municipale, con l’unico e unanime intento di migliorarne l’efficienza e la prossimità ai cittadini, abbiamo senza ambiguità richiesto rigore nei controlli, nella gestione del corpo e nell’attuazione degli indirizzi. Rispetto alla gestione, oggettivamente complessa anche a seguito di riorganizzazioni del Corpo di polizia municipale, abbiamo sempre ricevuto rassicurazioni inequivocabili dalla comandante».
«Oggi il nostro massimo impegno è quello di ripristinare in tempi rapidissimi un assetto organizzativo finalizzato a garantire una gestione efficiente e vicina alle comunità, garantendo il pieno sostegno a chi, all’interno del comando, ha operato e continua a operare con correttezza e professionalità. In tutta questa vicenda – conclude la lettera – noi sindaci, insieme ai cittadini dei nostri territori, siamo parte lesa e difenderemo l’immagine e la dignità dell’Ente contro chiunque verrà ritenuto responsabile». —
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