Gazzetta di Reggio

Reggio

Tintarella sull’Enza ma in barba a regole e norme di civiltà «Lasciano i rifiuti»

Fabio Melis
Tintarella sull’Enza ma in barba a regole e norme di civiltà «Lasciano i rifiuti»

Fine settimana affollati sul torrente tra Vetto e Cerezzola La testimonianza: «Il problema è che lasciano sporcizia»

3 MINUTI DI LETTURA





VETTO

Lo chiamano “il mare dei reggiani”, un torrente che nella sua parte alta - tra i territori di Vetto e Cerezzola - specie il fine settimana viene scelto come baia da chi non ha modo e tempo di raggiungere il mare ma ha voglia di rinfrescarsi. Un assalto di bagnanti - con tanto di lettini e crema abbronzante - che non di rado fa il tutto esaurito. Purtroppo però basta un rapido sopralluogo, anche infrasettimanale quando la quantità di bagnanti è decisamente inferiore rispetto al week end, per rendersi conto di un dei mali dell’Enza: la sporcizia lasciata dalla gente.

Un altro aspetto tutt’altro che secondario che emerge è la noncuranza delle norme in vigore come il divieto di balneazione. In un corso d’acqua dove, soltanto due anni fa, si era registrato purtroppo anche un caso di annegamento.



Abbiamo fatto alcune domande sia a residenti del luogo che ad alcuni avventori occasionali ottenendo le stesse risposte: il problema principale è la sporcizia e il degrado che caratterizzano il torrente e le zone limitrofe, soprattutto alla domenica quando la concentrazione di bagnanti è più elevata.

«Nei festivi arrivano numerosi gruppi di persone che fanno picnic, grigliate, accendono fuochi, lasciano liberi i loro cani senza curarsi minimamente di loro – racconta una donna di Cerezzola –. Io stessa talvolta mi reco al torrente esclusivamente per pulirlo dai rifiuti che lasciano gli altri. Nel mio piccolo, faccio quello che posso».

Ed effettivamente una rapida occhiata in giro non fa che confermare le sue parole: le cartacce sono disseminate in ogni dove, in alcune zone sono numerosi i residui di falò accesi giorni prima e addirittura feci di cane sono presenti a ridosso del corso d’acqua, proprio dove le persone sono solite rinfrescarsi.



A qualche chilometro di distanza, a Currada, una signora residente a Parma, non fa che confermare questo quadro negativo della situazione: «Io vengo qua con le mie figlie per stare assieme a loro nella natura. Ultimamente però preferiamo venire durante la settimana altrimenti la situazione è insostenibile. Troppe persone non si curano delle regole e del buon senso civico venendo qui e comportandosi come se fossero a casa loro, lasciando i rifiuti in ogni dove. Più di una volta– aggiunge la donna – ci è capitato di assistere all’intervento delle forze dell’ordine che però si è limitata a far spegnere gli eventuali fuochi senza multare i trasgressori. In questo modo non penso proprio la situazione possa cambiare in meglio». Anche lei come l’altra signora racconta che talvolta pulisce lo sporco lasciato da altri.



Un’altra problematica riscontrata sono i divieti completamente inosservati: da quelli già menzionati del non accendere fuochi e del non lasciare rifiuti a terra al divieto di balneazione. Persino le persone intervistate lo violavano spiegando però di non esserne a conoscenza. Effettivamente solo in alcuni punti del torrente i cartelli con tale divieto sono chiaramente visibili.

Eppure, il buon senso già da solo basterebbe ad evitare drammi come già ce ne sono stati in passato: non solo annegamenti ma anche incendi colposi potrebbero verificarsi da un momento all’altro in zone simili, a qualche metro dalla fitta vegetazione. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google