Gazzetta di Reggio

Reggio

L'attività di raccolta e commercio di ferro era abusiva, tre denunciati

I rottami di ferro scoperti dalla municipale di Correggio
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I rottami di ferro scoperti dalla municipale di Correggio

Correggio, blitz della polizia municipale in una casa colonica in via Massenzatico dove i rottami venivano depositata prima della selezione e della vendita

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CORREGGIO. Lo scorso 3 agosto due agenti di polizia giudiziaria in forza al Comando di polizia municipale dell’Unione Comuni Pianura Reggiana hanno individuato e sequestrato un’attività di raccolta, commercio e trasporto di rifiuti non autorizzata in via Massenzatico. Giunti sul posto, gli agenti hanno infatti notato nel cortile di una casa colonica due autocarri e un uomo intento a scaricare un consistente carico di rifiuti di materiale ferroso.

Da un controllo più approfondito è emerso che nel cortile della casa – lato nord – c’era un ulteriore grosso quantitativo di ferraglia depositata e accatastata sul prato. Dal controllo dell'immobile, gli agenti hanno anche accertato la presenza di un locale adibito alla lavorazione di rifiuti ferrosi, allo smontaggio delle parti in plastica eventualmente presenti e alla differenziazione dei metalli più pregiati utili poi per essere successivamente venduti. Rinvenuta perfino una bilancia per pesare i materiali.

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Alla richiesta riguardo i titoli abilitativi in possesso dell’attività, uno dei tre uomini presenti ha raccontato di aver recuperato il materiale ferroso da un cantiere, senza però essere in grado di riferire con precisione di quale impresa si trattasse, riferendo inoltre di averlo portato in via Massenzatico perché, passando davanti alla casa, aveva notato delle cataste di ferro e aveva quindi pensato che i proprietari potessero ritirare il materiale per smaltirlo.

Dalle indagini è immediatamente emerso che i tre uomini stavano effettuando attività di raccolta, trasporto, commercio e conferimento di rifiuti ferrosi senza alcun titolo abilitativo e in violazione al Testo unico dell’Ambiente, che prevede per i trasgressori la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro, in caso di rifiuti non pericolosi, e l’arresto da sei mesi a due anni in caso di rifiuti pericolosi.

Gli agenti, dopo aver informato il pubblico ministero di turno presso la procura della Repubblica di Reggio Emilia, accertato che si trattava di rifiuti non pericolosi quindi senza pericolo di danno ambientale, hanno posto sotto sequestro tutta l’area cortiliva al lato nord dell’abitazione, i rifiuti qui depositati e l’automezzo utilizzato per il trasporto del ferro. I tre uomini, invece, sono stati denunciati a piede libero.

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