Le Pmi di Reggio Emilia al top a Piazza Affari per raccolta di capitali
Cellularline e Vimi Festeners rastrellano 142 milioni di euro È record in Emilia-Romagna, secondo mercato in Italia
Piccole o medie, strutturate e in cerca di capitali freschi. Sono le piccole e medie imprese (Pmi) che sbarcano sull’Aim Italia, mercato di Borsa Italiana dove l’Emilia-Romagna la fa da padrone e Reggio Emilia, con la doppia quotazione quest’anno di Cellularline e Vimi Fasteners, segna il record della raccolta con 142 milioni in fase di quotazione, segno di un potenziale riconosciuto non solo a livello industriale ma anche dagli investitori. Sono 13 le aziende delle nostra regione quotatesi sul mercato grazie al quale cercare capitale di rischio con regolamenti snelli e un’elevata visibilità a livello internazionale. Un numero che porta la quota regionale pari al 12% del mercato, al secondo posto per numero di società dopo la Lombardia (52%) e prima del Lazio (10%).
Nel report di Ir Top Consulting - società di consulenza per le quotazioni e partner Equity Markets di Borsa Italiana - l’Emilia Romagna è caratterizzata da società con modelli di business industriali (62%), con dimensioni e marginalità superiori rispetto alla media del mercato Aim e performance positive in termini di ricavi. Reggio Emilia brilla nella classifica regionale, grazie alle due quotazioni effettuate quest’anno. La prima è quella più consistente, Cellularline, partecipata dalla holding Ginetta spa delle famiglie reggiane Aleotti e Foglio e da Crescita spa. Quest’ultima è una Spac, società promossa da Crescita Holding srl e DeA Capital spa. La raccolta in fase di Ipo per Cellularline è stata di 130 milioni di euro e ha un market cap al primo agosti 2018 (valore della capitalizzazione azionaria) pari a 189 milioni di euro. I soldi raccolti vengono investiti nella crescita che argina poi la concorrenza in chiave internazionale, dove i prodotti per telefonini della Cellularline cercano sempre nuovi sbocchi.
C’è poi Vimi Fasteners, della quale si è parlato molto in queste settimane, perché da Novellara è giunta a Milano per la quotazione in Borsa. A suonare la tradizionale campanella è stato il presidente degli industriali reggiani, Fabio Storchi, che nella sua seconda vita imprenditoriale - dopo aver ceduto il passo alla seconda generazione in Comer Industries di Reggiolo - è tornato a capo di Unindustria e ha quotato Vimi, azienda attiva nel settore della meccanica di alta precisione. Con 12 milioni di euro raccolti e un market cap di 45 milioni, l’azienda segna il secondo sbarco reggiano, aprendo probabilmente la strada ad altre medie aziende delle meccanica e della meccatronica.
Per Anna Lambiase, fondatore e ad di Ir Top Consulting «dalle evidenze dell’Osservatorio Aim Italia emerge che l’Emilia-Romagna si colloca al secondo posto per giro d’affari (1,1 miliardi di euro), per capitalizzazione di mercato (1,9 miliardi di euro, pari al 24%) e in termini di capitali raccolti in Ipo (331 milioni di euro), dopo la Lombardia. L’Aim, con una raccolta complessiva dal 2009 di oltre 4 miliardi di euro rappresenta per l’Italia un mercato azionario di grande sostegno alla crescita delle Pmi. Basti pensare che Vimi Fasteners ha registrato una domanda complessiva pari a 2,6 volte il quantitativo dell’offerta globale». —
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