«Più parità di genere per combattere gli stupri»
La Cgil di Reggio Emilia promuove un documento contro la violenza sulle donne: «Non serve l’esercito, ma più cultura»
reggio emilia
Impegnati contro la violenza sulle donne, per un mondo paritario che cancella ogni differenza di genere.
È con questo scopo che la Cgil di Reggio Emilia ha promosso un documento con cui il sindacato si impegna a contrastare la violenza di genere, a tutela delle donne e al di là di ogni strumentalizzazione.
«Le donne e gli uomini della Cgil di Reggio – si legge nel documento – ribadiscono il loro impegno contro ogni forma di molestie e di violenza di genere, adoperandosi in particolare per promuovere la cultura del rispetto e della parità tra i generi nei luoghi di lavoro e sollecitando anche le imprese a fare la propria parte».
Occorre, spiega ancora il sindacato, creare una rete, potenziare il coordinamento del Tavolo interistituzionale contro la violenza alle donne «condividendone iniziative e percorsi», ciascuno con gli strumenti specifici del proprio ruolo.
A livello locale invece «sono preziosi i progetti di informazione e formazione che vengono realizzati nelle scuole in collaborazione con l’associazione “Non da sola”, così come l’attività che l’associazione svolge quotidianamente da anni per le donne vittime di violenza, ma questa è una sfida a tutto campo che deve unire donne e uomini, chiamando a raccolta tutte le forze del territorio. Istituzioni, associazioni, sindacati, scuole, media, imprese».
Il comune denominatore che lega i casi di stupro, prosegue la Cgil, «è una cultura che ancora oggi relega la donna ad oggetto di possesso, naturalmente da parte dell’uomo. Sta qui il cuore del problema: la violenza frutto dell’aberrante cultura della disparità tra i sessi. Quello maschile ha un diritto superiore. Non si tratta di una questione di ordine pubblico e tanto meno privata, ma sociale e politica: la violenza è un fenomeno strutturale, determinato da quella cultura di potere e possesso, di dominio dell’uomo sulla donna, che da sempre governa il mondo».
Per questo, conclude il documento del sindacato reggiano, «dobbiamo superare stereotipi e pregiudizi, cambiare il linguaggio, educare al rispetto e al valore delle differenze, eliminare ogni tipo di gap di genere e di discriminazione, per modificare quella cultura ancora troppo radicata che questa violenza la legittima e la giustifica». —
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