Case popolari, 150 inquilini fuori regola e 40 famiglie perdono il diritto all’alloggio
È il risultato dei controlli dell’Acer: si tratta di Isee errati o redditi superiori a quelli dichiarati. Ma gli illeciti penali sono rari
Con 5mila case popolari da gestire il pericolo che ci sia qualcuno che provi a fare il furbo c’è sempre. Due giorni fa sulla Gazzetta abbiamo raccontato un caso emblematico: una donna che ha falsificato l’Isee, il documento che attesta la ricchezza di un nucleo familiare, dimezzandosi il reddito e avendo così diritto alla casa popolare con affitto la minimo: 18 euro al mese. Illecito rilevato proprio da Acer che effettua accertamenti continui e da un paio d’anni - grazie all’armonizzazione dei sistemi informatici con l’Agenzia delle Entrate - riesce a scandagliare con un clic la situazione. E le sorprese non mancano: solo nel 2017 sono state 150 le irregolarità segnalate. Redditi sopra la soglia che hanno portato poi a 40 esclusioni dai benefici. «Gli illeciti penali sono stati uno o due, il resto sono solo dimenticanze documentali o miglioramenti di condizioni che se perdurano portano all’esclusione dal servizio» racconta Marco Corradi, presidente di Acer.
Acer Reggio Emilia ogni anno riceve dall’Inps circa 4.000 “Dichiarazioni sostitutive uniche”, necessarie al calcolo dell’Isee. La verifica annuale dei requisiti reddituali e patrimoniali degli inquilini viene effettuata da Acer acquisendo direttamente dall’Inps i dati Isee con tutte le informazioni relative ai redditi e al patrimonio mobiliare e immobiliare degli inquilini. Nel 2017 Acer ha segnalato ai Comuni di tutta la provincia di Reggio Emilia circa 150 casi di potenziale decadenza del diritto di abitare in alloggio di edilizia residenziale pubblica, dovuti al superamento del limite di reddito, omessa presentazione dell’Isee o difformità dell’Isee. «Preciso che ogni Comune, sulla base della legge regionale, stabilisce autonomamente quali sono le misure di salvaguardia che prevedono la non eseguibilità della decadenza - dice Corradi - in particolare sono previste mitigazioni per nuclei familiari fragili con presenza di disabili, invalidi, minorenni e ultra sessantacinquenni».
Ad oggi sono circa 40 i nuclei famigliari che vivono in alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale di diversi Comuni, che hanno perso il diritto di permanenza in alloggio Erp (quelli destinati ai cittadini più poveri) a causa della perdita dei requisiti. Negli anni precedenti, l’attività di verifica e controllo dei requisiti reddituali e patrimoniali degli inquilini assegnatari di alloggi Erp era svolta da Acer Reggio Emilia, sulla base di un accordo con Anagrafe, Agenzia delle Entrate e Agenzia del Territorio che permetteva l’accesso alle banche dati degli istituti convenzionati per l’effettuazione della veridicità dei dati contenuti nell’Isee.
A titolo esemplificativo, nel solo Comune di Reggio Emilia, negli anni precedenti, su 2.050 controlli effettuati sono stati riscontrati 580 casi di difformità dovute principalmente a omissioni di redditi o proprietà, per i quali è stato ricalcolato il canone e dato corso alle procedure per il recupero dei crediti relativi alle annualità precedenti. —
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