Progetti nel congelatore per almeno due anni “Spariti” 2,1 miliardi
Due anni nel congelatore per il Piano periferie dei governi Renzi e Gentiloni, finanziato per 2,1 miliardi dallo Stato e le cui convenzioni tra la presidenza del Consiglio e i Comuni capoluogo sono...
Due anni nel congelatore per il Piano periferie dei governi Renzi e Gentiloni, finanziato per 2,1 miliardi dallo Stato e le cui convenzioni tra la presidenza del Consiglio e i Comuni capoluogo sono state firmate il 6 marzo 2017 (le prime 24) e a novembre e dicembre 2017 (le altre 96), tra cui quella con Reggio Emilia. Con l'emendamento 13.2 (testo 2), approvato lunedì dal Senato in sede di conversione del decreto legge “proroghe”, la maggioranza giallo-verde ha disposto che l'efficacia di tutte le 120 convenzioni sia «differita al 2020». La norma approvata dispone che i Comuni debbano «rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti». Tutto deve cioè slittare di due anni. La norma calcola che «gli effetti positivi sul fabbisogno e l'indebitamento netto», cioè la spesa che era prevista sui programmi per la riqualificazione delle periferie, e che invece non ci sarà, sia di 140 milioni per il 2018, 320 per il 2019, 350 per il 2020 e 220 per il 2021. In tutto 1.030 milioni, che il Parlamento decide di spostare su un nuovo Fondo, di sola cassa, «da utilizzare per favorire gli investimenti di città metropolitane, Province e Comuni, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedent». Cassa, cioè, per consentire agli enti locali di effettuare gli investimenti «liberando» gli avanzi di bilancio dalle regole contabili degli enti locali.
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