Gazzetta di Reggio

Reggio

castellarano 

Abusivo in casa, lo massacrano di botte

Tiziano Soresina
Abusivo in casa, lo massacrano di botte

Il 26enne clandestino è finito in prognosi riservata dopo il violento pestaggio. Tre denunciati per aggressione e rapina

2 MINUTI DI LETTURA









Una vicenda violenta rimasta sotto traccia per sei mesi - anche se ben nota ai carabinieri e al pm Stefania Pigozzi che coordina le indagini – ma ieri “rivelatasi” in tribunale a Reggio Emilia.

A farla “riaffiorare” l’interrogatorio di garanzia coinvolgente il 24enne Matteo Fusaro che risiede a Modena ma per gli inquirenti ha avuto un ruolo in quanto accaduto in un’abitazione di Castellarano (in via Toschi) il 9 gennaio scorso.



Il passaggio giudiziario si è reso necessario perché ora al giovane è stata applicata una misura restrittiva da parte del Riesame di Bologna su impugnazione del pm Pigozzi.

Un obbligo di firma in accoglimento, quindi, dell’appello della Procura, a fronte del precedente rigetto della misura cautelare da parte del gip Luca Ramponi.

Sul 24enne d’origine cosentina pesano accuse non indifferenti: lesioni, rapina e violenza privata.

Ma cos’è accaduto per arrivare a delle imputazioni così gravi?

Da quanto “filtra” tutto ruota attorno alla scoperta fatta non solo da Fusaro ma anche da due altre persone.



Il terzetto avrebbe infatti capito che un clandestino nordafricano di 26 anni si era introdotto abusivamente in un appartamento che si trova in via Toschi.

E dalla scoperta sarebbero passati poi alle vie di fatto il 9 gennaio scorso, forzando la porta d’ingresso per poi introdursi nell’abitazione dove effettivamente hanno trovato il magrebino.

Un’irruzione per riprendere il controllo dell’appartamento? Non è chiaro.

Sta di fatto, però, che il nordafricano è uscito letteralmente con le ossa rotte da quell’improvvisa “apparizione” del trio.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri sarebbero stato non solo pestato, ma anche rapinato del telefonino, di 150 euro e dei documenti.

Un pestaggio con diverse fratture che aveva fatto anche temere per la vita del magrebino, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Una vicenda che ha, quindi, messo nel mirino tre persone, fra cui - appunto - il 24enne Fusaro che ora è stato raggiunto dalla misura restrittiva.



Ieri mattina al palazzo di giustizia di via Paterlini - davanti al gip Giovanni Ghini - l’indagato s’è avvalso della facoltà di non rispondere. In aula è stato assistito dall’avvocato Nicola Tria.

Un atto giudiziario che lascia intendere come quest’indagine sia ormai prossima alla chiusura, con il probabile coinvolgimento delle altre due persone individuate dai carabinieri. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google