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Casalgrande, mancano gli educatori: «Catechismo ormai a rischio»

Paolo Ruini
Casalgrande, mancano gli educatori: «Catechismo ormai a rischio»

L’appello dei parroci don Luigi Rossi e don Giuliano Guidetti alla comunità: «Genitori, nonni e insegnanti si offrano di guidare i ragazzi sulla via della fede»

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CASALGRANDE. Si estinguerà il catechismo a Casalgrande e a Salvaterra? In un recente bollettino parrocchiale dell’Unità pastorale Maria Regina della Pace che riunisce le parrocchie di Salvaterra e Casalgrande, i parroci lanciano l’ allarme sul futuro del catechismo nel comune ceramico.

Don Luigi Rossi e don Giuliano Guidetti partono da un analisi degli ultimi anni dove la carenza di educatori sta lentamente, ma inesorabilmente riducendo le opportunità per i ragazzi a frequentare il catechismo. «Nonostante il grande sforzo umano – scrivono i due parroci – di persone, di tempo e di materiale che viene messo in campo per il catechismo ci troviamo a dovere fare i conti con alcune difficoltà, tra cui, la mancanza di catechisti. Mancano persone giovani e adulti, disponibili ad aiutare i ragazzi a crescere nella conoscenza di Gesù e della vita cristiana».

I primi segnali di questa crisi sono iniziati nel 2016 quando sono stati tolti i corsi di catechismo che venivano fatti dopo la Cresima. Poi nel 2017 non sono stati realizzati i corsi di catechismo per i bambini della seconda elementare. Quest’anno lo stop ha riguardato i bimbi della terza elementare e per il 2019 per Casalgrande vi saranno dei problemi a trovare degli educatori per seguire i ragazzi che faranno la Cresima.

Ogni anno viene praticamente persa una classe e un’ intera generazioni di giovanissimi rischia in futuro di non conoscere la parole di Gesù. Se continuerà questa situazione nell’arco di dieci-quindici anni vi sarà l’estinzione del catechismo a Casalgrande e a Salvaterra.

Dal punto di vista educativo, formativo e di socializzazione una simile previsione impoverirebbe il tessuto sociale del comune e rischierebbe di rendere centinaia se non migliaia di ragazzi facili prede di ideologie distorte. In fin dei conti il messaggio del Vangelo sia dal punto di vista religioso che laico è utile perché permette a chi lo riceve di capire che al mondo esistono molteplici realtà e che alla fine è il bene o l’amore a trionfare sul male e sull’odio.

L’appello dei due parroci è rivolto ai genitori, giovani, adulti, nonni e insegnanti che siano in grado di dedicare una parte del loro tempo libero per diventare catechisti in grado di accompagnare le giovani generazioni verso il cammino della fede cristiana.

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