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Dai centri sportivi al muro da abbattere Ecco tutti i progetti a rischio bocciatura

Leonardo Grilli
Dai centri sportivi al muro da abbattere Ecco tutti i progetti a rischio bocciatura

Con lo stop al Piano periferie saltano i fondi per Santa Croce Si teme per il futuro del Capannone 15 e di viale Ramazzini

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reggio emilia

Centri sportivi, luoghi dedicati alla musica e alla danza, abbattimento di barriere che per decenni hanno isolato un intero quartiere. Questi sono solo alcuni dei progetti che rischiano di saltare con lo stop al Piano periferie inserito nell’emendamento 13.2, approvato lunedì dal Senato in sede di conversione del cosiddetto decreto “mille proroghe”. Piano che, approvato dai governi Renzi e Gentiloni, in sostanza finanzia con 2,1 miliardi dallo Stato cantieri e riqualificazioni di aree degradate e disagiate di 120 Comuni italiani, fra i quali anche Reggio Emilia.

Ma le convenzioni con il Governo per lo sblocco dei fondi, firmate a dicembre dello scorso anno, con quell’emendamento sono di fatto state prorogate di due anni, al 2020. Una decisione che, se confermata anche alla Camera, porterebbe non pochi problemi a Reggio Emilia che con quei fondi ha programmato una serie di interventi che cambieranno in meglio il volto di tutta la zona di Santa Croce.



La prima conseguenza sarebbe lo stop alla seconda parte di lavori che riguarda la riqualificazione dell’area delle Officine Reggiane. Con i 17,8 milioni di euro che il Comune attende di avere dallo Stato infatti – la cui prima tranche, pari al 20% del totale, dovrebbe arrivare entro fine anno – l’amministrazione Vecchi ha presentato i progetti che riguardano il capannone 15: le due grosse strutture parallele e perpendicolari ai binari della ferrovia.

Il fabbricato verrà riqualificato attraverso lavori di messa in sicurezza delle strutture e delle murature esterne, le coperture verranno eliminate completamente lasciando a nudo le strutture metalliche esistenti. All’interno della “pelle” dell’edificio si andranno a realizzare tre nuovi elementi architettonici: un nuovo parcheggio multipiano su tre livelli, e due nuovi blocchi adibiti a laboratori e uffici su due livelli.



Tra i blocchi riqualificati sorgeranno poi dei giardini mentre i nuovi spazi ospiteranno nuove imprese e nuove funzioni: l’archivio storico delle Officine Reggiane, l’academy aziendale di Iren, nonché nuove aziende e servizi alle imprese e alle persone, centri di ricerca in economia circolare e design sostenibile.

Di questi progetti il primo, quello dell’archivio, è senza dubbio il più atteso dai residenti di Santa Croce. Un modo per recuperare e valorizzare la memoria di un’azienda che per decenni ha fatto la storia della città, memoria attualmente frammentata in diverse sedi: nel Polo archivistico cittadino gestito da Istoreco, con sede nel nell’ex Convento di San Domenico, nei magazzini comunali e nel deposito di Morimondo (Milano), grazie alla collaborazione della Direzione generale per gli archivi.



Sempre nel capannone 15, sezione A, all’interno del programma dell’amministrazione comunale sul riuso temporaneo, sorgeranno luoghi pensati per spettacoli, sport, intrattenimento e cultura. Un piccolo cluster culturale che conterrà palestre, piste d’atletica, spazi pensati per musica, danza e teatro.



Nella riqualificazione delle Reggiane ancora da finanziare è previsto infine un cantiere che Santa Croce attende da decenni: quello che abbatterà il muro di viale Ramazzini, con la riapertura della strada e il collegamento diretto del quartiere con il centro città. Anche questo però, così come i progetti elencati in precedenza, potrebbe saltare, chissà per quanto tempo. —



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