Gli infermieri Usb chiedono il ripristino dell’automedica
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Gli infermieri dell Unione sindacale di base (Usb) chiedono «il ripristino immediato dell' automedica a Correggio per i codici rossi per la sicurezza dei pazienti che, negli episodi di emergenza, devono essere garantiti dalla presenza del medico, cui solo compete il compito della diagnosi e della terapia». In una lettera aperta indirizzata ai cittadini, primi utenti del servizio sanitario/ospedaliero, gli infermieri Usb entrano a gamba tesa nelle polemica di questi giorni sul riassetto sel servizio emergenza-urgenza.
Promuovono l’auto infermieristica perché «a differenza di quanto succedeva in passato quando sui codici gialli – spiegano – intervenivano solo i volontari del soccorso (Vds), ora interviene un professionista sanitario e cioè l'infermiere». «Siamo però anche fermamente convinti – proseguono – che i codici rossi, che per definizione riguardano il paziente molto critico, devono rimanere un'esclusiva priorità dell' automedica (Am) se vogliamo veramente migliorare la rete dell'emergenza urgenza territoriale». In particolare gli infermieri del sindacato Usb, fanno un passo avanti rispetto alle affermazioni della presidentessa dell’Ordine delle professioni infermieristiche Orienna Malvoni. «Siamo concordi con quanto affermato da Malvoni – affermano – che “in certi contesti è più appropriato avere un mezzo con infermiere, in altri con medico, in altri con entrambi, in altri con i soli volontari del soccorso”: infatti se per i codici gialli la creazione di un mezzo di soccorso con l'infermiere ha portato a un miglioramento dell'assistenza, in quanto non più appannaggio dei soli volontari ma di un professionista sanitario, per i codici rossi riteniamo che ci sia un peggioramento della qualità dell'assistenza in quanto sono necessarie manovre terapeutiche immediate, per cui le due figure professionali del medico e dell'infermiere, che hanno responsabilità, competenze e bagaglio formativo e culturale diverso, devono intervenire insieme». Gli infermieri concludono la lettera aperta con una critica a proposito del loro utilizzo. «Gli infermieri oggi sono laureati e dotati di autonomia propria. Ci chiediamo come mai questa professionalità non venga tutelata e valorizzata dall'Opi di Reggio Emilia. In alcune realtà degli ospedali reggiani l'infermiere quotidianamente si trova costretto a svolgere, oltre ai propri compiti, anche quelli di pertinenza di altre figure, tipo il barelliere, il tecnico di laboratorio, il centralinista». —
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