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Gli scavi alla pieve di Toano diventano attrazione turistica

Federica Soncini/
Gli scavi alla pieve di Toano diventano attrazione turistica

L’assessora: «Chi la visiterà in queste settimane potrà assistere ai lavori» In questa seconda rinvenuti la base della torre e tombe del X secolo

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La base della torre del castello, nuove tombe e muri importanti. Sono alcuni tra i nuovi rinvenimenti della campagna di scavi archeologici, che interessano l’antica pieve di Toano.



Di fianco alla pieve gli archeologi stanno portando avanti, per il secondo anno consecutivo, un’approfondita campagna di scavo che sta dando nuovi e importanti risultati. Chi ne parla è Vittorina Canovi, assessore alla cultura del comune di Toano, una vera entusiasta, che si è battuta perché tutto questo fosse possibile: «Questo luogo è un gioiello ed è anche un punto di riferimento per i giovani, con la casa vacanza limitrofa, anch’essa risalente al medioevo, sempre affollata in questo periodo. Abbiamo fatto anche dei progetti che hanno coinvolto le scuole portandole alla Pieve e agli scavi archeologici. Da noi la Pieve è anche chiamata “il castello” perché è molto antica. Saremo anche aperti tutta estate, e chi avrà la fortuna di visitarla in queste due settimane centrali di agosto, potrà anche assistere alla campagna di scavo coadiuvata da Nicola Mancassola e James Tirabassi, Università di Bologna e Musei Civici di Reggio Emilia e con l’apporto di dieci studenti universitari».



L’anno scorso è stata ritrovata una torre antica e una sepoltura con una valenza scientifica risalente alla fine dell’800 e primi del 900, in pieno periodo di Carlo Magno, antecedente all’epoca matildica. Poi si sono scoperte le fondazioni e quindi le ricerche e gli scavi sono proseguiti. Secondo l’archeologo Nicola Mancassola, coordinatore della campagna di scavo «è un sito particolare, una pieve incastonata nell’appennino, ed è importante capire come è stata costruita. È una struttura complessa, ristrutturata negli anni cinquanta, dopo che era stata distrutta durante la guerra, dove le absidi sono state interamente rifatte dal Baldini che le ricostruì in stile medievale. Il primo scavo permette di vedere meglio la struttura originaria e ci siamo più focalizzati sulla torre addossata alla cinta muraria post canossana, di età comunale, della seconda metà del dodicesimo e inizio tredicesimo secolo, dove la torre ha avuto una fase lunghissima di vita: ben trecento anni. La cosa più interessante è che la torre taglia le tombe, datate col carbonio 14 e risalenti al pieno decimo secolo, scavate nella roccia». L’archeologo indica uno scavo dove è stato rinvenuta la parte originale del sagrato della Pieve, e un muro scavato nella roccia, dove probabilmente rimane traccia dell’antico castello del decimo secolo. —



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