Il Pd di Montecchio difende l’operato del sindaco Colli
In una nota la maggioranza si schiera con il primo cittadino, mentre la consigliera dei Cinque Stelle ribadisce di non c’entrare con il caso
VAL D’ENZA
Mentre le indagini dell’inchiesta sulla polizia municipale della Val d’Enza vanno avanti, il dibattito diventa sempre più politico. Il gruppo di maggioranza di Montecchio e la segreteria del Circolo Pd locale rinnovano la loro piena fiducia nel sindaco Paolo Colli «convinti - scrivono - dell’onestà e della correttezza del suo operato, avendo egli sempre lavorato per la migliore gestione della cosa pubblica con assoluto spirito di servizio».
L’inchiesta coinvolge il vice comandante Tito Fabbiani - ai domiciliari - la compagna collega Annalisa Pallai e la comandante Cristina Caggiati, entrambe sospese. «Le opere portate a termine e quelle in cantiere stanno a dimostrare la sua capacità e la volontà politica di perseguire senza cedimenti “il bene comune”. Per questo l’immagine del Comune e della buona amministrazione di Montecchio non sono scalfite dalla vicenda giudiziaria in corso - evidenziano dalla maggioranza - Possiamo constatare però che per alcuni è già iniziata la campagna elettorale per le prossime amministrative del 2019. Il gruppo consigliare, insieme a Paolo, continuerà a lavorare con serietà fino all’ultimo giorno di mandato per onorare l’impegno preso con i cittadini di Montecchio e per portare a termine gli ultimi importanti progetti previsti».
Erano state le minoranze, in primis la Lega, a chiedere le dimissioni del sindaco, poichè il suo nome ritorna nelle carte per rapporti con Fabbiani. Rapporti che il sindaco ha sempre spiegato come dovuti ai ruoli.
Intanto, torna sul punto la consigliere dei 5 Stelle nell’Unione, Natascia Cersosimo, che sempre il Pd tirava per la giacca per i suoi rapporti con l’ex vice comandante. «Noi abbiamo votato contro alla delibera della famosa Mazda - aggiunge la consigliera ancora - E con noi Fabbiano si è sempre comportato correttamente, senza ostentare un ruolo dominatore. Questa loro strategia di colpire persone per bene e la mia reputazione è vergognosa. Io con questa faccenda non c’entro proprio niente. La responsabilità politica è loro». —
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