Violenze sessuali su due bambine: duro scontro legale fra pm e difensore
CASTELNOVO MONTISi è sviluppata una dura battaglia legale attorno a due delicatissime vicende - l’imputazione in entrambi i casi è la violenza sessuale su altrettante bambine - che hanno scosso nei...
CASTELNOVO MONTI
Si è sviluppata una dura battaglia legale attorno a due delicatissime vicende - l’imputazione in entrambi i casi è la violenza sessuale su altrettante bambine - che hanno scosso nei mesi scorsi la comunità castelnovese.
Lo scontro è sulle misure cautelari e inevitabilmente l’approdo non può che essere in Cassazione.
IL PENSIONATO E LA PICCOLA
Di recente il Riesame di Bologna ha accolto il ricorso del pm Maria Rita Pantani e ha aggravato la misura restrittiva - dagli arresti domiciliari (disposti dal gip Luca Ramponi) al carcere - nei confronti del pensionato 67enne che a metà maggio avrebbe avvicinato, nonostante i genitori fossero nei pressi, una bambina di 4 anni mentre stava giocando nel cortile di casa : per gli inquirenti è l’inizio di atti ripugnanti, abusi sessuali con un giocattolo per poi chiedere alla piccola di baciargli le zone intime.
Una gravità indiziaria su cui picchia il Riesame nell’ordinanza, facendo riferimento a quanto detto dal pensionato ai carabinieri: “Non ha preso coscienza del disvalore della propria condotta - scrive il giudice - e ha tentato di ridimensionare l’episodio con l’inverosimile e paradossale tentativo di accreditarsi, ultrasessantenne, quale vittima dell’iniziativa erotica di una bambina”. Tutto ciò sarà materia per il processo, mentre l’impugnazione è sull’idoneità della misura restrittiva degli arresti domiciliari, in quanto il braccialetto elettronico non è disponibile ed è breve la distanza fra l’abitazione dell’indagato e le case dove abitano famiglie con figli minori, da qui il rischio di reiterazione del reato.
«Ritengo che questo provvedimento sia censurabile – replica l’avvocato difensore Noris Bucchi – perché parte dal presupposto che la persona voglia violare gli arresti domiciliari. Ma è un presupposto errato, l’indagato deve osservarli. Impugnerò la decisione in Cassazione - conclude - che per un caso analogo mi ha dato ragione, confermando gli arresti domiciliari».
IL 53ENNE E LA BAMBINA
L’allusione del legale è al caso – del gennaio scorso – di un 53enne che venne arrestato perché avrebbe compiuto ripetuti atti sessuali con una bambina di età inferiore ai 10 anni, amica della figlia.
Dopo l’interrogatorio di garanzia, il gip Angela Baraldi aveva concesso gli arresti domiciliari, provvedimento poi impugnato sempre dal pm Pantani davanti al Riesame di Bologna per il pericolo di reiterazione del reato (ricorso accolto e il carcere come misura ritenuta adeguata), ma la controimpugnazione dell’avvocato Bucchi (difende anche il 53enne) ha portato la Cassazione a “cristallizzare” gli arresti domiciliari. —
T.S.
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