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«Il punto nascite è stato chiuso per i dati falsi della Regione»

L’accusato dei comitati relativa alla richiesta di deroga che venne inviata al Ministero: il Sant’Anna e il Santa Maria già al tempo erano insieme

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Castelnovo MonTI

I comitati “Salviamo le Cicogne” e “Dinamo”, che dopo essersi opposti alla chiusura sono ora impegnati per far riaprire il punto nascite dell'ospedale Sant’Anna, tornano a intervenire ponendo l'attenzione sulla richiesta di deroga a cui il Ministero nel 2017 diede parere negativo portando di fatto alla chiusura del servizio.

«ll parere del comitato ministeriale per la deroga a Castelnovo Monti si basò su dati sostanzialmente inesatti - scrivono i comitati - inviati dalla Regione. Ne è riprova il fatto che nel dare parere negativo, il comitato ministeriale scrive testualmente: “il punto nascita non assicura livelli organizzativi coerenti con gli standard raccomandati dall’Accordo Stato/Regioni, la guardia ginecologica e quella anestesiologica è garantita h24 soltanto con il supporto di ginecologi ed anestesisti provenienti dal punto nascite di Reggio Emilia». In premessa, il comitato ministeriale affermava che “considera elemento irrinunciabile e prioritario la presenza di tutti gli standard operativi”. Questa è stata quindi una precondizione che ha pesato sfavorevolmente alla richiesta di deroga.

LA DEROGA

Ma questa situazione organizzativa non corrispondeva alla realtà, poiché il Sant’Anna ed il Santa Maria al momento della richiesta della deroga, il 24 luglio 2017, appartenevano alla medesima organizzazione sanitaria, ed i medici non erano di Reggio o di Castelnovo, perché erano dell’Azienda Usl di Reggio Emilia e dipendevano tutti dal medesimo primario. Personale medico con esperienza, professionalità, alto volume di attività, massima affidabilità.

Una grave colpa aver chiuso un punto nascite così, sulla base di un parere sfavorevole a sua volta condizionato da informazioni inesatte. La responsabilità è della Regione Emilia Romagna, la stessa che 24 giorni prima di richiedere la deroga aveva sancito l’unificazione tra le due aziende sanitarie reggiane con una propria legge regionale, pubblicata in Gazzetta il 1° luglio 2017». Concludono i comitati: «Non solo la Regione non ha tutelato i cittadini ed i loro servizi, ma ha anche condizionato l’esito con dati non corrispondenti a quelli in essere. Ringraziamo di cuore la consigliera regionale Silvia Piccinini del Movimento 5 Stelle per aver presentato una nuova interrogazione che fa luce su una pagina torbida. E ringraziamo ancora Maria Edera Spadoni, vice presidente della Camera per la lettera inviata al Presidente della Regione Bonaccini, assieme a i consiglieri e parlamentari di Lega e M5S che hanno firmato il nostro appello per la riapertura del servizio. Vorremmo ringraziare anche quelli degli altri partiti per il loro appoggio, ma per ora questi ci hanno semplicemente consegnati nell’isolamento». —

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